Golf
I 100 anni di Villa d’Este, tra celebrazioni, gare e una grande sfida dal sapore di Ryder Cup
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6 mesi agoon
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La Redazione
Taglia il traguardo del secolo di vita uno dei più antichi e prestigiosi Circoli italiani e vara un intenso programma di eventi speciali, tra cui la “Legend’s Exhibition” con Luke Donald, José Maria Olazabal e i fratelli Edoardo e Francesco Molinari

C’è un posto magico, ammirato, rispettato e insieme temuto da tutti i golfisti italiani (e non solo): è il Circolo Golf Villa d’Este, un gioiello inciso un secolo fa sui pendii affacciati sul Lago di Montorfano da un architetto geniale e un po’ spietato. Giocarlo è sempre un’esperienza speciale; domarlo è un’emozione; inchinarsi alla sua esigente qualità è un dovere, quando le sfide che propone dissolvono i sogni di gloria cullati sul tee della 1.
Questo bellissimo Circolo compie 100 anni, e, legittimamente, ha deciso di festeggiare e anche di raccontarsi. Le sue sono storie che parlano di eccellenza, di unicità, di glamour ed eleganza, ma anche di agonismo al più alto livello, e di lungimiranza.
«100 anni non sono solo un anniversario, sono una responsabilità», ha detto nella presentazione del programma di celebrazioni il presidente Antonio Munafò. «Celebrare il Centenario non significa soltanto guardare al passato con orgoglio. Significa soprattutto riconoscere il valore di una storia costruita da generazioni di soci, presidenti, dirigenti, sportivi e lavoratori, che hanno reso questo circolo uno dei luoghi più iconici del golf italiano. Il payoff che abbiamo scelto per questo anno speciale – Heritage Made Contemporary – esprime perfettamente lo spirito con cui vogliamo viverlo: custodire la tradizione, ma continuare a renderla viva nel presente e nel futuro».
Golf e Hotel ritornano insieme
Le diciotto buche di Villa d’Este tornano alle origini. Ovvero quando, negli anni Venti, il Lago di Como affascinava aristocratici, attori, sportivi e intellettuali, con molti ospiti anglosassoni che durante la villeggiatura avrebbero volentieri giocato a golf. Ma il golf non c’era. Con una visione fuori dal comune, ne fu promotore il Grand Hotel Villa d’Este, intuendone il grande potenziale per incentivare un turismo di qualità.
Mise dunque mano al progetto, individuando nei terreni vicino al Lago di Montorfano il posto ideale per realizzare tracciato e club house di sapore britannico e di grande fascino. Iniziò così una bellissima storia di golf e glamour. Separati più tardi nel corso del secolo, proprio in occasione del Centenario il Golf e l’Hotel tornano a camminare insieme, rilanciando la loro proposta nel segno dell’unicità che li contraddistingue entrambi. «Il Circolo di golf rappresenta un importante tassello che torna a far parte del Gruppo Villa d’Este dopo molti anni, ne siamo profondamente orgogliosi, è un’eccellenza del nostro territorio e un patrimonio di cui ci sentiamo custodi», sottolinea Giuseppe Fontana, presidente del consiglio d’amministrazione di Villa d’Este SpA. «Con il suo rientro nella sfera proprietaria di Villa d’Este, il golf vive oggi una nuova stagione di splendore: un patrimonio da valorizzare e rilanciare, con una particolare attenzione alle nuove generazioni che desiderano avvicinarsi a questo sport e al suo lifestyle».
Gannon, l’architetto-giocatore ed ex sacerdote
A creare le diciotto, affascinanti buche di Villa d’Este fu James Peter Gannon, campione e architetto inglese (ma nato nel 1874 a Buenos Aires da genitori irlandesi), personaggio singolare quanto geniale. Ottimo giocatore, ma votatosi alla vita religiosa, era stato ordinato sacerdote cattolico a Londra nel 1901. Ma il richiamo del golf prevalse sulla vocazione: abbandonata la tonaca, si dedicò (e con successo) alle competizioni e alla progettazione in varie parti d’Europa. Capace come pochi altri di creare campi che sembrano da iscriversi nella natura, Gannon aveva già realizzato le prime quattro buche del Club Alpino di Stresa (sede della prima edizione dell’Open d’Italia nel 1925), quando la proposta di Villa d’Este lo convinse a consegnare ad altri quel progetto.
Qui si gioca sui dolci pendii di Montorfano, dove i fairway vallonati sono come “sorvegliati” da un fitto bosco di pini, castagni e betulle che entrano prepotentemente in gioco imponendo strategia e colpi ben piazzati, che rendono difficili i recuperi ma unica e imponente la scena.
A Villa d’Este occorre qualche colpo di potenza, ma decisive sono tecnica, precisione e fantasia, che nessun miglioramento della tecnologia può surrogare. Un gioiello d’impronta britannica destinato a fare scuola, superare le mode, battere la tecnologia.
Tradizione agonistica ad altissimo livello
Erano internazionali le frequentazioni del Grand Hotel Villa d’Este, lo divennero anche quelle del golf: si potevano incontrare il Duca di Windsor o Re Leopoldo del Belgio, Bing Crosby e Gregory Peck. E internazionale fu da subito la vocazione delle diciotto buche. Così sfidanti da alzare l’asticella al massimo livello professionistico e amatoriale. Solo due anni dopo l’apertura arrivarono i migliori giocatori professionisti dell’epoca per l’Open d’Italia (1928), la prima di 12 edizioni. E più tardi l’invito fu per i migliori amateur continentali, chiamati a giocare gli Internazionali d’Italia (57 le edizioni maschili e 42 quelle femminili).
La sfida si era posizionata ad altissimo livello e in questo clima agonistico nacque anche la Targa d’Oro, gara nazionale che conta il numero record di 80 edizioni. Perciò nel ricco menu del Centenario, sarà celebrata l’impareggiabile storia agonistica del Club, con il ritorno degli Internazionali d’Italia (23-26 aprile) e con la Targa d’Oro (23-25 maggio), la gara nazionale più longeva d’Italia.

La Pro Am del Centenario (8 giugno) metterà in campo professionisti e dilettanti insieme con una formula molto apprezzata. Ma il momento più alto in termini di golf ai massimi livelli sarà la Legends’ Exhibition (29 giugno), con in campo quattro straordinari campioni, iscritti nella storia della Ryder Cup moderna: Luke Donald, il capitano vincitore da una parte e dall’altra dell’Oceano, con i suoi vice capitani José Maria Olazabal, Edoardo e Francesco Molinari. Sarà un match tra di loro, ma saranno in campo anche altri giocatori del tour europeo. Non mancherà un richiamo al passato quando (13-14 maggio) The Hickory Masters proporrà un salto indietro nel tempo, un ritorno alle origini del golf con dress code d’altri tempi e bastoni d’epoca in sacca. Non ultima, la grande Festa del Centenario (20-21 giugno) riservata ai soci e a tutti coloro che al Circolo appartengono e che raccolgono il testimone del rilancio verso il futuro; due giorni intensi tra gioco, musica e convivialità.
Sul lago, eleganza senza tempo

Storico albergo 5 stelle lusso situato a Cernobbio, sul Lago di Como, Villa d’Este rappresenta da sempre un punto di riferimento internazionale nell’hôtellerie più prestigiosa. Costruita nel 1568 e considerata uno dei più raffinati esempi di architettura del XVI secolo, trasformata in un hotel di lusso nel 1873 e immersa in un parco di 12 ettari con alberi secolari, statue storiche e fiori variopinti, Villa d’Este incarna un’eleganza senza tempo da oltre 150 anni.
Sono 151 le camere e suite suddivise tra l’Edificio del Cardinale e il Padiglione della Regina, 4 le ville private all’interno della proprietà. Di recente è stata acquisita Villa Belinzaghi, oggetto di un completo restauro.
L’offerta culinaria, guidata dall’Executive Chef Andrea Guerini, spazia dall’elegante Veranda vista lago (per una cucina classica contemporanea, influenza italiana ma respiro internazionale) al Grill (protagonisti carni alla griglia e i grandi classici di pesce); il Ristorante Platano fonde sapori mediterranei e giapponesi; la cantina di Villa d’Este è nota per la varietà e qualità delle etichette selezionate e per il valore del suo patrimonio enologico; al Bar Canova protagonisti sono i cocktail; per un light lunch estivo, invece, il Sundeck è a bordo piscina (galleggiante sul lago). Beauty Center e Sporting Club completano la proposta wellness e sport.
GALLERY E FOTO STORICHE




















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Golf
I 140 migliori under 16 europei (e un americano) in gara al 19° Reply International Championship
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1 mese agoon
31/08/2026By
La Redazione
La gara valida per il World Amateur Golf Ranking si svolgerà al G.C. Biella Le Betulle dal 2 al 4 settembre e vedrà in campo le giovani promesse del golf europeo e mondiale. Guidano l’entry list il francese Anatole Fabre e il sudafricano Alexander Frankel. Oltre 160 le richieste di iscrizione a rappresentare 22 nazioni.
Scatterà il 2 settembre al Golf Club Biella Le Betulle il 19° Reply Italian International Under 16 Championship Teodoro Soldati Trophy, e vedrà come sempre all’opera le giovani promesse del golf europeo e mondiale. Anche quest’anno si confermano i numeri record delle precedenti edizioni. Sono state oltre 160 le richieste di iscrizione (gli ammessi saranno 140 + 4 wild card) in rappresentanza di ben 22 nazioni.
A guidare il field dei favoriti ci saranno: il francese Anatole Fabre (handicap -5.4), il sudafricano Alexander Frankel (-4.9), l’olandese Pieter Werner (-4.7), l’inglese George Cooper (-4.5) e l’irlandese Ollie Mcevoy (-4.1). Curiosità per Button Phoenix primo americano iscritto nella storia del torneo. Tra gli azzurrini (che puntano alla decima vittoria) comandano la lista (secondo l’Ordine di merito nazionale) la coppia di Arzaga Luca Di Mauro e Mattia Pagani seguiti da Alessandro Comparone (Ambrosiano), Leonardo Girardi (Asolo) e Gabriele Dossi (Franciacorta). Tra gli iscritti con ambizione di ben figurare anche i local players Filippo Gamma, Tommaso Falla e Andrea Rosso.
Quantità e tanta qualità (sono ben oltre cento i giocatori con handicap inferiore allo “0”) a certificare il livello di una manifestazione che si è costruita negli anni una solidissima tradizione di scopritrice di nuovi talenti. Il Reply Italian International Under 16 Championship, che è valido per il World Amateur Golf Ranking e per l’EGA European Men’s Amateur Ranking, ha infatti visto in azione nel recente passato una lunghissima serie di giovani che hanno poi spiccato il volo nei tour professionistici, come ad esempio: Viktor Hovland, Matteo Manassero, Renato Paratore, Haydn Porteous, Thomas Pieters, Matthew e Alex Fitzpatrick, Brandon Stone, Paul Dunne, Thomas Detry, Guido Migliozzi, Zander Lombard, Kristoffer Reitan, Matthias Schwab, Marcus Kinhult e Gregorio De Leo.
La formula di gioco prevede la disputa di 54 buche stroke-play con taglio dopo i primi due giri. I primi 60 della classifica più gli eventuali pari merito parteciperanno alle 18 buche finali che si disputeranno nella giornata conclusiva di venerdì 4 settembre. Campione uscente l’olandese Youp Orsel. In palio oltre al titolo individuale ci sarà anche il Nations’ Trophy (detentore il Belgio) che verrà assegnato alla fine della seconda giornata tenendo conto dei migliori 2 score su 3 di ogni giro. Direttore del torneo sarà Corrado Graglia.
La manifestazione è dedicata a Teodoro Soldati, giovane promessa del golf azzurro tragicamente scomparso nel luglio del 2015. Teodoro era molto legato ai campionati avendoli giocati ben quattro volte, migliorando di anno in anno la sua prestazione sino a raggiungere il podio nel 2013 (3°) e il successo nel 2014 con una performance che lasciò pochissimo spazio agli avversari. L’evento si giocherà come sempre sullo storico percorso del Golf Club Biella di Magnano (ingresso libero) che si trova sulla statale che collega Biella a Ivrea.


Live scoring e Facebook
Un must del Campionato è il sistema live scoring che consente tramite un app aggiornamenti in tempo reale dei risultati del torneo. Per seguire i risultati in diretta della gara di tutti i partecipanti gli interessati non dovranno far altro che collegarsi al sito del G.C. Biella (www.golfclubbiella.it). Nell’ambito di cercare sempre di migliorare la qualità del servizio, dal 2023 al Club è stato installato un enorme ledwall dove appare il leaderboard. Aggiornamenti sulla manifestazione saranno visibili sui social media del Golf Club Biella.

World Amateur Golf Ranking
I Reply Italian International Under 16 Championship sono validi per l’EGA European Men’s Amateur Ranking e il World Amateur Golf Ranking, il sistema che classifica i migliori golfisti dilettanti del mondo basandosi sui risultati di oltre 2.600 tornei amatoriali all’anno (monitorando i risultati delle 104 settimane precedenti).

Trofeo Teodoro Soldati
La manifestazione è dedicata e intitolata a Teodoro Soldati, scomparso nel luglio del 2015 lasciando un vuoto incolmabile in chi lo conosceva e ne apprezzava le straordinarie doti umane e l’incredibile talento. Teodoro era molto legato ai campionati avendoli giocati ben quattro volte, migliorando di anno in anno la sua prestazione sino a raggiungere il podio nel 2013 (3°) e il successo nel 2014 con una performance che lasciò pochissimo spazio agli avversari.

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Golf Club Biella Le Betulle
Ad ospitare la gara è il Golf Club Biella “Le Betulle”: situato ad una altitudine di 590 metri slm, è stato realizzato alla fine degli anni 50 sulla collina morenica della Serra (la più lunga d’Europa) in un ambiente naturale ideale per il golf. Il campo, un parkland a 18 buche, par 73, è stato progettato dall’architetto inglese John Morrison nel 1956 ed è da molti anni nei primissimi posti di tutte le classifiche nazionali e internazionali. Ad inizio 2018 è stato inaugurato l’allungamento della buca 18 (par 5), dove è stato realizzato un nuovo green, più piccolo e ondulato rispetto al precedente, avanzato di 37 metri rispetto alla posizione passata e difeso da due bunker. Il percorso raggiunge dai tee di campionato una lunghezza di 6.534 metri contro i 6.497 precedenti. Negli anni il G.C. Biella ha ospitato diverse prestigiose competizioni nazionali e internazionali.
La confraternita dei carrellanti
E la chiamano estate (ma è un assaggio d’inferno)
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2 mesi agoon
03/08/2026
Massimo De Luca, grande firma del giornalismo sportivo italiano e appassionato golfista
Una sequenza interminabile di giornate a cavallo dei 40° mette a dura prova la convinzione che il golf sia davvero uno sport estivo. Magari in Scozia. Ma qui da noi qual è la stagione più adatta? (Spoiler: non c’è).
Mi chino per piantare il tee del primo colpo di giornata e dalla fronte cola sulla pallina una goccia di sudore. Non ho ancora fatto niente, non sono passato in campo pratica per non sfiancarmi preventivamente sotto la ferocia di questo sole di luglio, non ho ancora nemmeno abbozzato uno swing e già sudo.
Mi viene in mente Bruno Martino (un grande): “E la chiamano estate…”. E sì, possiamo ancora chiamarla estate questa sequela interminabile di giornate a cavallo dei 40 gradi? O non dobbiamo pensare piuttosto a un assaggio di inferno, affrettando a pentirci di ogni malefatta per non vivere in questo clima (e peggio) per l’eternità?
Mi par di sentire l’osservazione: non siete mai contenti voi golfisti. In gennaio, in febbraio quando solo i più audaci si avventurano in campo ma muniti di doppio guanto, tutti sognano e invocano il ritorno dell’estate, in base all’assunto secondo il quale il golf è essenzialmente uno sport estivo (sì, ma in Scozia, forse, dove è nato e dove le estati fanno un piacevole solletico). Poi quando finalmente arriva la nostra estate mediterranea, ecco le lamentazioni sul caldo. Insomma – questa sento che potrebbe essere l’obiezione in un ipotetico dibattito processuale – non vi va mai bene niente a voi Carrellanti.
Se devo essere onesto, non è un’accusa infondata, Vostro Onore. D’inverno ci lamentiamo del fondo pesante che frena le traiettorie, della pallina che si sporca e, nei giorni più rigidi, dei green duri che diventano trampolini incontrollabili per gli approcci. Ed è in quei momenti che si va col pensiero all’estate ancora lontana, quando la pallina, bella pulita, rimbalzerà sui fairway fino a raggiungere distanze insperate. Già. Ma questo vuol dire che in estate, se la linea del colpo non sarà quella giusta, la pallina stessa potrà inabissarsi in quell’acqua che pareva tanto lontana, o saltellare fino al bunker di green quando avevamo immaginato un colpo di avvicinamento che ci lasciasse un comodo approccino all’asta. E allora? Allora resterebbe la primavera: ma, Vostro Onore, esistono ancora le mezze stagioni o il caldo comincia a maggio e non molla più fino a ottobre? Dicono: va bene ma l’autunno, almeno quello, piacerà a voi Carrellanti?
Sì, per carità. Ma… Come la mettiamo con le foglie morte? Ricordate Yves Montand? “Les feuilles mortes se ramassent à la pelle / Les souvenirs et les regrets aussi”. “ Le foglie morte si raccolgono a palate / Così pure i ricordi ed i rimpianti”.
Dentro quelle palate di foglie morte autunnali s’intrufoleranno tante palline e senza un soffione sarà dura ritrovarle. E i ricordi di un’estate ormai lontana si mescoleranno ai rimpianti per le palline perdute e ai timori dell’inverno ormai alle porte. Oh, l’ha scritto Yves Montand, mica io.
Come dice Vostro Onore? Che le sembra tutto una ricerca di alibi? Francamente, non mi sento di darle torto. Ma del resto se a noi Carrellanti togliessero gli alibi, dove troveremmo il coraggio di tornare in campo dopo una delle tante prove indecorose che punteggiano le nostre stagioni?
Quali stagioni? Tutte, Vostro Onore. Ognuna ha il suo fascino. Tutte propongono i loro dolori. E Lei, Eccellenza, avrebbe a questo punto motivo di chiedere: ma se le cose stanno così, perché vi ostinate a giocare a golf?
Vuole la verità? Non lo so. Forse perché siamo un po’ masochisti. E, da masochisti, ci piace tantissimo.
Golf
Il “Panoramix” del Golf Club Patriziale Ascona, nel Canton Ticino: 99 anni e non sentirli
Published
3 mesi agoon
21/07/2026
La vita da record di Charly Zenger, tra sport e tante altre passioni.
Circa quattro mattine alla settimana, nella club house del Golf Club Patriziale Ascona (nelle foto), in Canton Ticino, sulla sponda svizzera del Lago Maggiore, è facile incontrare una figura conosciuta da tutti: Charly Zenger, affettuosamente soprannominato “Panoramix” dai suoi compagni di club, come il celebre druido di Asterix chiamato Miraculix nella versione tedesca.
Oggi l’ex capitano della sezione Senior tiene raramente in mano il driver. In compenso, non fa mai mancare un saluto caloroso a chiunque entri al club. Charly ha 99 anni e, anche a questa età, continua a partecipare attivamente alla vita sociale del circolo, occupandosi ancora dell’organizzazione del torneo senior.
Uno sportivo completo
È difficile immaginare uno sportivo più versatile di Charly Zenger (famoso imprenditore nel settore della gioielleria e dell’orologeria “di lusso”). È cresciuto sugli sci, ha navigato sull’Adriatico, è stato un appassionato pilota sportivo e ancora oggi è un camminatore formidabile.
Ha ottenuto l’abilitazione al gioco del golf al Golf Club Erlen ed è stato membro del Golf Club Ennetsee per oltre 26 anni. Organizzare, costruire e contribuire allo sviluppo di nuovi progetti sono sempre stati per lui una grande motivazione: tra il 1989 e il 2008 circa, ha fatto parte del gruppo che contribuì alla nascita del Golf Club Sedrun. Anche la sua vita professionale lo ha legato profondamente al Ticino, dove è tuttora membro del Golf Club Patriziale Ascona.
Naturalmente, il suo golf non si è fermato alla Svizzera. Charly ha giocato al livello del mare a Hua Hin, in Thailandia, sul percorso desertico di Boulders, in Arizona, e persino sulle montagne del Perù, a oltre 2.000 metri di altitudine.
Il punto più alto della sua carriera sportiva è arrivato nel 2004, quando è diventato campione europeo Senior Open. Nel suo personale palmarès spiccano anche cinque hole in one, cioè cinque buche completate con un solo colpo: tre ad Ascona, una a Ginevra e una in Spagna.

Charly Zenger: ancora in forma a 99 anni!
Handicap 14 e amore per i percorsi collinari
Ancora oggi Charly gioca con handicap 14, alternando diversi campi nella zona di confine tra Svizzera e Italia. Oltre ad Ascona, ama frequentare Varese, il Golf Des Iles Borromées e Menaggio.
La sua preferenza va ai percorsi piacevolmente collinari: campi mossi, mai monotoni, capaci di offrire ritmo, varietà e cambi di prospettiva. Non ama i tracciati completamente piatti, ma nemmeno quelli costruiti soltanto su salite e discese ripetitive. Per lui il golf resta prima di tutto equilibrio: tra tecnica, paesaggio e piacere del gioco.
In forma senza palestra
Il suo programma di allenamento non prevede palestre, tapis roulant o pesi. Charly punta su qualcosa di molto più semplice e costante: il movimento quotidiano.
Almeno una volta alla settimana raggiunge a piedi il suo rustico sopra Minusio, località ticinese affacciata sul Lago Maggiore, vicino a Locarno. E quando parla dei compagni di escursione, lo fa con l’ironia che lo contraddistingue: «Non voglio andare con i giovani, perché camminano troppo veloci per me. Ma non va bene neanche con i vecchi: loro, a loro volta, sono troppo lenti!».
È una battuta, certo, ma anche una piccola dichiarazione di stile. Charly non rincorre il tempo, lo accompagna. Non forza il corpo, lo mantiene in movimento. Non vive lo sport come una nostalgia del passato, ma come una pratica quotidiana, adatta a ogni età.
Lo sport come filo conduttore della vita
Insieme alla moglie Yvonne, Charly ha gestito una rinomata gioielleria a Locarno, muovendosi sempre in un ambiente dove precisione, gusto e disciplina avevano un ruolo importante. Anche nella vita privata, lo sport è rimasto un filo conduttore costante.
Alla vela, all’arrampicata e allo sci si è aggiunto il golf, disciplina alla quale si è dedicato con la stessa ambizione e la stessa cura riservate a ogni passione. I risultati ottenuti nel corso dei decenni raccontano una storia impressionante, ma ancora più significativo è il modo in cui Charly ha saputo restare dentro lo sport: con serietà, leggerezza e continuità.
Il segreto della sua vitalità
Quando gli si chiede quale sia il segreto della sua forma fisica e della sua vitalità, Charly risponde in modo semplice. La differenza, secondo lui, sta nel modo in cui si affrontano i cambiamenti.
Dove altri si rassegnano, magari perché il drive non vola più lontano come a 50 anni, lui accetta i nuovi limiti con naturalezza. La routine gli dà stabilità, ma senza renderlo rigido. L’ironia lo aiuta a smorzare molte situazioni. E il piacere del gioco resta più importante del risultato.
Per Charly, la longevità non è una teoria: è una realtà vissuta giorno dopo giorno. Il suo motto riassume perfettamente questa filosofia:
«Movimento. Perché l’immobilità è la morte!».
Un obiettivo con il sorriso
Il suo grande obiettivo è festeggiare il compleanno a cifra tonda. Per sicurezza, però, Charly ha deciso di anticipare la festa senza troppe esitazioni: semplicemente per essere certo di non mancare.
Anche in questo c’è tutto il suo spirito: lucidità, ironia, voglia di stare con gli altri e una straordinaria capacità di trasformare ogni traguardo in un’occasione di condivisione.
A 99 anni, il “Panoramix” del Golf Club Ascona continua a ricordare a tutti una verità semplice: lo sport non è soltanto competizione. È presenza, abitudine, amicizia, movimento. E, soprattutto, gioia di vivere.

Panoramica aerea del Golf Club Patriziale Ascona

La club house di Ascona
Golf
Il Picciolo Etna Golf Resort & Spa: lusso e benessere alle pendici dell’Etna
Published
3 mesi agoon
06/07/2026By
La Redazione
La struttura, affiliata al brand Curio Collection by Hilton, è stata recentemente rinnovata e si trova a solo un’ora d’auto da Catania.
Gli interventi di rinnovamento e miglioramento realizzati negli ultimi tre anni, sia sul campo da golf sia all’interno dell’hotel, sono stati completati. Oggi Il Picciolo Etna Golf Resort & Spa si presenta come un importante punto di riferimento in Sicilia nel segmento dell’hotellerie di lusso.

Da questo percorso nasce anche la nuova affiliazione con Hilton attraverso Curio Collection by Hilton, il brand che riunisce hotel e resort indipendenti, selezionati per il loro carattere distintivo, il legame con la destinazione e la capacità di offrire esperienze originali, mantenendo al tempo stesso gli standard e i vantaggi del Gruppo Hilton.
Il resort si trova a circa un’ora di auto dall’aeroporto di Catania ed è situato alle pendici dell’Etna. La struttura comprende ristoranti, campo da golf e Spa, offrendo agli ospiti un’esperienza completa tra ospitalità, sport e benessere.

Tra natura, vino e storia siciliana
La posizione, immersa in un parco naturale, consente di vivere il tempo libero in molti modi diversi: dalle escursioni sul vulcano Etna alla visita delle numerose cantine che producono l’Etna DOC, vino le cui origini risalgono all’epoca degli antichi Greci, nel VII secolo.
Non vanno dimenticate nemmeno le Gole dell’Alcantara, spettacolare canyon naturale della Sicilia, e Taormina, con il suo celebre teatro greco.
Si può dire che il resort, con le sue 100 camere, sia un santuario dedicato al benessere, al golf e alla storia. Gli ospiti non si limitano a visitarlo: ne diventano parte.
Tra vigneti, rituali Spa, vini vulcanici e fairway che si snodano nella natura, ogni momento invita alla connessione, offrendo un’esperienza siciliana senza tempo.

Il campo da golf alle pendici del vulcano
Per quanto riguarda il campo, Il Picciolo Etna Golf Resort & Spa è incastonato alla base del maestoso Monte Etna e offre un percorso 18 buche, par 72, capace di unire gioco tecnico e panorami straordinari.
Il campo è noto per il suo disegno suggestivo, l’eccellente manutenzione e il paesaggio unico che lo circonda, elementi che lo rendono una destinazione apprezzata dai golfisti alla ricerca di un equilibrio tra natura e sport.
Il percorso è un vero gioiello: si sviluppa tra antiche colate laviche, fairway verdi e ostacoli posizionati strategicamente. Sullo sfondo, l’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, regala una cornice scenografica e rende ogni giro di golf un’esperienza indimenticabile.

Golf
Le testimonial Rolex celebrano l’amicizia in uno splendido paesaggio all’Amundi Evian Championship
Published
3 mesi agoon
03/07/2026By
La Redazione
Dal 9 al 12 luglio, le migliori giocatrici del mondo tornano in Francia all’Evian Resort Golf Club: uno degli appuntamenti più suggestivi del golf femminile.



Jeeno Thitikul in gara all’Amundi Evian Championship nel 2025
La ricerca incessante della perfezione prosegue a The Amundi Evian Championship, dove le migliori giocatrici del mondo si sfideranno da giovedì 9 a domenica 12 luglio per conquistare uno dei titoli major più prestigiosi.
Le testimonial Rolex Lydia Ko e Jeeno Thitikul saranno tra le protagoniste più attese del ritorno al pittoresco Evian Resort Golf Club, in Francia, sul percorso The Champions Course, per la 32ª edizione del torneo. Si preannuncia un nuovo, avvincente capitolo del golf femminile, dove la qualità dello spettacolo in campo si accompagna al magnifico scenario naturale che caratterizza Évian-les-Bains, in Alta Savoia, sulla sponda francese del Lago di Ginevra, tra le montagne alpine.
Jeeno Thitikul e il legame speciale con Evian
Per Thitikul, questa sarà un’altra occasione per inseguire il primo titolo major della carriera in un luogo dal valore profondamente sentimentale. La ventitreenne thailandese fu protagonista dodici mesi fa di un finale emozionante sul Champions Course, chiudendo al secondo posto dopo il playoff perso contro l’australiana Grace Kim, capace di imporsi alla seconda buca supplementare con un eagle decisivo.
Quell’esperienza le ha dato una motivazione ulteriore per provare a vincere proprio in questo torneo, di cui Rolex è Official Timepiece e Major Partner dal 2000.
«The Amundi Evian Championship è sempre stato il mio major preferito», racconta Thitikul. «È il luogo in cui ho superato il mio primo taglio a 14 anni. Mi piacerebbe moltissimo vincerlo e, come tutti sanno, l’anno scorso ci sono andata molto vicina. È semplicemente un posto davvero speciale per me ed è bello avere la possibilità di tornarci ogni anno».
Thitikul non ha impiegato molto tempo per imporsi sulla scena globale. Nel 2017 ha scritto la storia diventando la più giovane giocatrice a vincere un torneo professionistico, il Ladies European Thailand Championship, all’età di 14 anni, 4 mesi e 19 giorni. Da allora ha trascorso complessivamente 40 settimane al numero 1 del Rolex Women’s World Golf Rankings.
Esistono sorprendenti somiglianze tra il talento emergente thailandese e Lydia Ko, che nel 2015 vinse The Amundi Evian Championship diventando, a 18 anni, la più giovane vincitrice di un major femminile. Le due testimonial condividono un legame stretto nel circuito, con Thitikul che spesso descrive Ko come una sorella maggiore e un modello di riferimento.
«Vedere Lydia negli ultimi dieci anni e oltre è stato davvero fonte di ispirazione per me», spiega Thitikul. «È una delle persone che ammiro di più. Tutto il lavoro che mette in campo, non solo nelle settimane di pausa ma anche durante quelle in cui giochiamo, è stimolante. Molti vedono soltanto i trofei e il successo, ma credo che ci sia molto di più. Lavoriamo così duramente perché amiamo questo sport, vogliamo far crescere il golf e desideriamo avere un impatto su più persone. Sto imparando questo da lei, da Annika Sörenstam e dalle altre testimonial Rolex. Vedo il percorso che hanno tracciato per ispirare la prossima generazione».

Le testimonial Rolex Jeeno Thitikul e Lydia Ko insieme: avversarie e amiche
Un major femminile in uno scenario unico
Disputato per la prima volta nel 1994 ed elevato allo status di quinto major femminile nel 2013, The Amundi Evian Championship è diventato uno degli eventi di riferimento del golf femminile. Un appuntamento che entusiasma anche i membri della famiglia Rolex, attratti dalla bellezza della sede e dal suo suggestivo contesto naturale.
«Rolex è stata un grande sostenitore dell’evento», afferma Ko. «È una settimana speciale, che riunisce molte persone, e si percepisce quanto siano numerosi gli elementi che contribuiscono alla sua riuscita. Essere testimonial dà una motivazione in più per giocare bene davanti alla famiglia Rolex. Quando rappresentiamo Rolex proviamo un certo orgoglio: è come avere un superpotere in più quando gareggiamo lì».
Il field di quest’anno include anche altre componenti della famiglia Rolex, tra cui le precedenti vincitrici Anna Nordqvist e Brooke Henderson, campionesse rispettivamente nel 2017 e nel 2022, oltre a giocatrici di primo piano come Ruoning Yin e Rose Zhang.
Tutte cercheranno di dominare le impegnative variazioni di altitudine tra tee, fairway e green impeccabili. Oltre a sollevare l’iconico trofeo, la vincitrice riceverà da Rolex un Oyster Perpetual Datejust 31 appositamente inciso, in riconoscimento del suo percorso di perseveranza e precisione per conquistare questo campo unico.
Le testimonial Rolex che hanno vinto The Amundi Evian Championship
Annika Sörenstam – 2000, 2002.
Lydia Ko – 2015.
Anna Nordqvist – 2017.
Brooke Henderson – 2022.

Lydia Ko, vincitrice nel 2015
Rolex e il golf
Rolex celebra il successo umano, riconoscendo il percorso fatto di tappe, emozioni e momenti decisivi: un cammino definito non solo dal trofeo, ma dalla strada percorsa per raggiungerlo.
Il legame della maison svizzera con il golf nasce nel 1967 con una stretta di mano tra il brand e Arnold Palmer, dando vita a un’associazione con Palmer, Jack Nicklaus e Gary Player. Conosciuti come The Big Three, questi leggendari giocatori hanno cambiato per sempre il volto del golf.
Le loro partnership con Rolex hanno segnato l’inizio di un’eredità duratura, fondata sull’impegno condiviso verso il miglioramento continuo e la precisione assoluta. Un legame che è cresciuto e si è consolidato nel corso dei decenni.
Nel rispetto di chi ha aperto la strada, Rolex affianca oggi i migliori giocatori, organizzazioni ed eventi del mondo: dal Masters Tournament al PGA Championship, dallo U.S. Open a The Open, fino a The Amundi Evian Championship e alle competizioni a squadre come Presidents Cup™, Ryder Cup e Solheim Cup.
Tra i testimonial Rolex impegnati nella ricerca dell’eccellenza nel golf maschile e femminile figurano campioni major come Brooke Henderson, Lydia Ko, Collin Morikawa, Jon Rahm, Scottie Scheffler, Adam Scott e Tiger Woods, mentre talenti emergenti come Ludvig Åberg e Jeeno Thitikul continuano il proprio percorso verso i massimi traguardi.
La presenza del brand si estende a ogni livello del golf: tutti i major championship, i principali tour professionistici, gli eventi a squadre e i tornei amatoriali di maggiore rilievo. Il sostegno di Rolex al golf si fonda su un forte senso di integrità e rispetto della tradizione, promuovendo l’importanza di investire nello sviluppo dello sport per le generazioni future.

Il Rolex Oyster Perpetual destinato alla vincitrice dell’Amundi Evian Championship
Rolex: reputazione, qualità e competenza
Rolex è una manifattura orologiera svizzera integrata e indipendente. Con sede a Ginevra, il brand è riconosciuto in tutto il mondo per la sua competenza e per la qualità dei suoi prodotti, simboli di eccellenza, eleganza e prestigio.
I movimenti degli orologi Oyster Perpetual e Perpetual sono certificati e testati internamente per precisione, prestazioni e affidabilità. La certificazione Cronometro Superlativo, simboleggiata dal sigillo verde, conferma che ogni orologio ha superato con successo i test condotti da Rolex nei propri laboratori secondo criteri interni, periodicamente validati da organismi esterni indipendenti.
La dicitura “Superlative”, incisa su ogni orologio Oyster, rappresenta la filosofia e i valori di Rolex. Incarna l’idea di eccellenza perpetua instillata dal fondatore Hans Wilsdorf, che guida l’azienda e si riflette in ogni sua attività.
Questo spirito ha portato Rolex a essere pioniera nello sviluppo dell’orologio da polso e di numerose importanti innovazioni orologiere, come l’Oyster, il primo orologio da polso impermeabile lanciato nel 1926, e il rotore Perpetual, meccanismo di carica automatica inventato nel 1931.
Nel corso della sua storia Rolex ha registrato oltre 700 brevetti. Nei quattro siti produttivi in Svizzera, il brand progetta, sviluppa e produce la maggior parte dei componenti dei propri orologi. Un quinto sito, sempre in Svizzera, è in costruzione e dovrebbe aprire nel 2029.
Rolex gestisce internamente le proprie operazioni manifatturiere: dalla fusione delle leghe d’oro alla lavorazione, creazione, assemblaggio e finitura di movimento, cassa, quadrante e bracciale. Il brand è inoltre attivamente impegnato nel sostegno ad arte e cultura, sport ed esplorazione, oltre che a favore di chi sviluppa soluzioni per preservare il pianeta.

La testimonial Rolex Anna Nordqvist all’Amundi Evian Championship nel 2025
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