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The Whale: in Norvegia il nuovo museo con vista sulle balene
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2 giorni agoon
Aprirà nel giugno 2027 ad Andenes, nell’arcipelago delle Vesterålen: un centro esperienziale tra architettura, scienza e osservazione dei grandi cetacei.
Un museo affacciato sull’oceano, con un tetto panoramico percorribile e la possibilità, nelle giornate fortunate, di scorgere le balene al largo. Si chiamerà The Whale e aprirà al pubblico il 4 giugno 2027 ad Andenes, piccolo centro della Norvegia settentrionale già noto per l’osservazione dei cetacei.
La località si trova all’estremità nord dell’isola di Andøya, nell’arcipelago delle Vesterålen, in una zona compresa idealmente tra le Lofoten e Tromsø, circa 300 chilometri a nord del Circolo Polare Artico. Per i viaggiatori italiani, è una destinazione da inserire in un itinerario più ampio nel Nord della Norvegia, raggiungibile con voli interni e collegamenti su strada, mare o bus verso le Vesterålen.
Un’architettura che nasce dal paesaggio
Il progetto porta la firma dell’architetta danese Dorte Mandrup, scelta per realizzare un edificio capace di dialogare con la costa rocciosa, l’oceano e le grandi distese del Nord. La forma concava della struttura sembra emergere dal terreno, con linee morbide e materiali pensati per inserirsi nel paesaggio senza imporsi.
L’elemento più scenografico sarà il tetto accessibile al pubblico, concepito come una grande terrazza naturale. Da qui i visitatori potranno guardare verso il mare aperto e, con un po’ di fortuna, osservare in lontananza i passaggi delle balene. L’idea non è soltanto costruire un museo “sulle” balene, ma creare un luogo in cui il racconto dei cetacei sia sempre collegato all’ambiente reale in cui vivono.

Scienza, arte e racconto in un unico percorso
The Whale sarà un centro di conoscenza ed esperienza dedicato alle balene, all’oceano e al rapporto tra uomo e mondo marino. Il percorso interno punterà a superare la formula tradizionale del museo naturalistico, unendo scienza, arte, storytelling, suono e architettura.
Al centro dell’allestimento è prevista una grande installazione dedicata alla balena, pensata per far comprendere dimensioni, comportamenti e complessità di questi animali. Il visitatore sarà accompagnato in un viaggio che toccherà comunicazione, cooperazione, cura dei piccoli, migrazioni e rapporto con l’ecosistema marino.
Il museo proporrà anche sculture in legno a grandezza naturale di orche, grandi cetacei spesso associati all’immaginario delle balene e note in inglese come killer whale, raffigurate mentre emergono dalla superficie. A queste si aggiungerà una galleria dedicata alle circa 90 specie di cetacei oggi conosciute, insieme a un’area specifica riservata all’anatomia, per avvicinare il pubblico alla struttura e al funzionamento del corpo di questi grandi mammiferi marini.

Il canto delle balene e l’esperienza immersiva
Uno degli ambienti più suggestivi sarà dedicato ai suoni dei cetacei. In uno spazio pensato per evocare le profondità marine, i visitatori potranno ascoltare il cosiddetto canto delle balene, cioè l’insieme di vocalizzazioni e segnali acustici utilizzati da alcune specie per comunicare, orientarsi e interagire.
L’obiettivo è trasformare la visita in un’esperienza sensoriale, non solo informativa. The Whale vuole infatti avvicinare il pubblico alla vita nascosta degli oceani, facendo percepire la distanza ma anche la sorprendente vicinanza tra il comportamento delle balene e alcune dinamiche della vita umana.
Andenes, capitale norvegese del whale watching
La scelta di Andenes non è casuale. Le Vesterålen sono considerate una delle aree più importanti della Norvegia per il whale watching, grazie alla vicinanza alla piattaforma continentale e alla possibilità di avvistare cetacei in diversi periodi dell’anno.
In questa parte del Paese, il viaggio può combinare la visita al nuovo museo con safari marini, escursioni costiere, trekking, paesaggi artici, villaggi di pescatori e, a seconda della stagione, fenomeni naturali come il sole di mezzanotte o l’aurora boreale.
The Whale nasce proprio con questa ambizione: diventare non solo un’attrazione culturale, ma anche un nuovo motivo di viaggio verso le Vesterålen, rafforzando il legame tra turismo, natura e conoscenza scientifica.
Memoria della caccia baleniera e tutela dell’oceano
Il racconto del museo non eviterà i passaggi più difficili della storia. Una parte del percorso sarà dedicata agli effetti della caccia baleniera industriale e agli sforzi compiuti nel tempo per proteggere le specie minacciate e gli ecosistemi marini.
L’approccio sarà quindi insieme divulgativo ed educativo: non solo meraviglia davanti alla grandezza delle balene, ma anche consapevolezza del ruolo che l’uomo ha avuto, e continua ad avere, nella salvaguardia degli oceani.

Biglietti e apertura
L’apertura al pubblico è prevista per il 4 giugno 2027. La vendita dei biglietti dovrebbe partire nell’autunno 2026, con tariffe adulti annunciate a partire da 540 corone norvegesi, circa 49 euro.
Con The Whale, la Norvegia aggiunge una nuova attrazione di forte impatto al proprio patrimonio naturalistico e culturale. Un museo da vivere non come semplice tappa al chiuso, ma come parte di un’esperienza più ampia: guardare il mare, ascoltare le balene, capire il loro mondo e riscoprire il rapporto profondo tra esseri umani e oceano.
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Turismo estate 2026, l’Italia cresce grazie agli stranieri
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2 giorni agoon
31/08/2026
Secondo Federturismo Confindustria e Banca d’Italia aumentano arrivi, spesa e ricerche internazionali. Bene mare e città d’arte, mentre settembre rafforza la destagionalizzazione.
L’estate italiana conferma una tendenza ormai sempre più evidente: il peso dei turisti stranieri continua ad aumentare e diventa decisivo per la tenuta del settore. Nei mesi di luglio e agosto, secondo i dati del Centro Studi di Federturismo Confindustria e le ultime rilevazioni della Banca d’Italia, i visitatori provenienti dall’estero sono cresciuti dell’8,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Un segnale importante per l’intera filiera turistica, perché il travel incoming, cioè i viaggiatori che arrivano in Italia dall’estero, genera valore non solo per alberghi e strutture ricettive, ma anche per ristorazione, trasporti, commercio, cultura, servizi e produzioni del Made in Italy.

I numeri confermano la forza dell’incoming
Il turismo resta uno dei motori dell’economia nazionale. Le analisi del Centro Studi Federturismo su dati Istat indicano, per il primo trimestre 2026, 23 milioni di arrivi, in crescita del 4,2%, e 71,6 milioni di presenze, in aumento del 7,5%. La componente estera sale del 12,3% e rappresenta il 54,6% del totale.
Anche il quadro economico conferma il ruolo strategico dei mercati internazionali. Nel 2025, secondo Banca d’Italia, la spesa dei viaggiatori stranieri nel nostro Paese ha raggiunto i 56,7 miliardi di euro, con un avanzo della bilancia turistica di 22,7 miliardi, pari a circa l’1% del Pil.
Il trend positivo prosegue anche nel 2026: nella media del trimestre terminato ad aprile, le entrate turistiche sono cresciute del 4,4%. A maggio il saldo della bilancia dei pagamenti del settore ha registrato un avanzo di 2,7 miliardi di euro, mentre la spesa dei turisti stranieri in Italia ha toccato quota 5,4 miliardi.
Più voli cercati e più posti disponibili
La voglia di Italia si misura anche online. Le ricerche di voli verso il nostro Paese da parte dei viaggiatori stranieri sono aumentate del 26%, mentre la disponibilità di posti sui collegamenti diretti è salita del 14%. Un ritmo che, secondo l’analisi, risulta superiore a quello registrato dai principali competitor europei.
Il picco di attenzione si è visto anche in occasione di Ferragosto, quando le ricerche online hanno segnato un incremento del 17% rispetto all’estate 2025. Per operatori, compagnie e destinazioni è un dato rilevante: la domanda internazionale non solo resta alta, ma continua a cercare l’Italia anche nei periodi di massima concentrazione turistica.

Mare e città d’arte trainano l’estate
Sul fronte della ricettività, le località balneari si confermano protagoniste. Il tasso medio di occupazione si è attestato intorno all’82%, salendo all’85% nei giorni più vicini a Ferragosto.
Molto positiva anche la risposta delle città d’arte. Roma, Napoli e Venezia hanno registrato tassi di occupazione superiori all’80%, sostenuti soprattutto dagli arrivi da Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania. È una conferma della forza del prodotto Italia sui mercati internazionali: mare, cultura, enogastronomia, shopping e patrimonio storico continuano a comporre un’offerta difficilmente replicabile.
Settembre pesa di più nelle scelte di vacanza
Accanto al pieno dell’alta stagione, cresce il ruolo dei mesi di spalla, soprattutto settembre e giugno. È la destagionalizzazione, cioè la distribuzione dei flussi turistici oltre i picchi tradizionali di luglio e agosto.
Ad agosto sono partiti circa 16 milioni di italiani, ma aumenta il numero di chi sceglie di programmare le ferie a settembre. A spingere questa scelta contribuiscono tariffe più accessibili, località meno affollate e condizioni climatiche spesso più favorevoli rispetto alle settimane centrali dell’estate.
La conferma arriva dalle prenotazioni aeree, che per settembre registrano un incremento dell’8%. Le mete italiane più ricercate restano Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia, regioni che combinano mare, clima, paesaggio e ampia offerta ricettiva.

Dall’estero al lungo raggio: come cambiano le preferenze
Per gli italiani che scelgono vacanze fuori dai confini nazionali, le isole greche e le Baleari restano tra le destinazioni più amate. Il Mar Rosso mostra segnali di ripresa, mentre crescono i Paesi del Nord Europa e alcune mete di lungo raggio come Giappone, Cina e Sud America.
Il caldo intenso ha contribuito anche al ritorno della montagna come alternativa estiva. Quasi 8 milioni di italiani hanno scelto località alpine o appenniniche, con il Trentino-Alto Adige in testa. Bene anche il comparto crocieristico, indicato in crescita da oltre il 10% degli operatori rispetto ai pacchetti tradizionali.
Il ministro Mazzi: turismo pilastro dell’economia italiana
Sui dati della Banca d’Italia è intervenuto anche il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, definendo il turismo «una vera e propria industria e un pilastro per l’economia nazionale».
Il ministro ha sottolineato in particolare la crescita della spesa dei turisti provenienti dai Paesi dell’Unione europea, aumentata del 4,1%, e l’incremento del 2,3% dei flussi in entrata nei primi cinque mesi del 2026. Per Mazzi, questi risultati confermano l’efficacia delle strategie di destagionalizzazione e di promozione sui mercati di prossimità, cioè quelli geograficamente più vicini all’Italia.
L’obiettivo, secondo il ministero, è trasformare questa crescita in un risultato stabile, puntando su un’offerta più qualificata, sostenibile e distribuita in modo più equilibrato sul territorio.

La sfida: crescere senza concentrare troppo i flussi
Il quadro dell’estate 2026 è positivo, ma apre anche una riflessione sulla gestione futura della domanda. L’aumento dei turisti stranieri, il rafforzamento dei collegamenti e la crescita della spesa sono segnali importanti per l’economia italiana. Allo stesso tempo, rendono ancora più urgente lavorare su destagionalizzazione, sostenibilità, qualità dell’offerta e distribuzione dei flussi.
Per il turismo italiano, la vera sfida non sarà soltanto attirare più visitatori, ma accompagnarli verso territori, periodi e prodotti diversi. Mare e città d’arte restano centrali, ma il potenziale di crescita passa anche da borghi, montagna, aree interne, esperienze culturali, enogastronomia e turismo lento.
L’estate italiana parla sempre più internazionale. Ora il compito del sistema turistico è trasformare questa domanda in valore duraturo per imprese, territori e comunità locali.
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Le agenzie di viaggio online valgono ormai un quinto delle prenotazioni negli Usa
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1 mese agoon
28/07/2026
Le Ota (online travel agency) superano quota 100 miliardi di dollari. Ma tra canali diretti, voli e intelligenza artificiale, il modello cambia.
Il mercato delle online travel agency negli Stati Uniti continua a crescere, ma entra in una fase più matura. Nel 2025 le Ota, cioè le agenzie di viaggio online, hanno superato per la prima volta la soglia dei 100 miliardi di dollari di prenotazioni lorde, ovvero il valore complessivo delle transazioni generate. Secondo il rapporto U.S. Online Travel Agency Market Essentials 2026 di Phocuswright, il valore generato dalle agenzie online è aumentato del 4%, arrivando a 100,3 miliardi di dollari.
Oggi le Ota rappresentano circa un quinto del valore complessivo delle prenotazioni di viaggio negli Usa. La quota dovrebbe salire al 21% entro il 2028, confermando una crescita ancora positiva, ma meno veloce rispetto al rimbalzo seguito alla pandemia. Il mercato domestico si sta normalizzando e i fornitori, dalle compagnie aeree agli hotel, spingono sempre di più sui propri canali diretti, cioè siti e app ufficiali.
Il nodo dei voli: le compagnie vincono sul diretto
Il segmento più delicato resta il trasporto aereo. Negli Stati Uniti solo il 13% dei ricavi online delle compagnie aeree passa oggi attraverso una Ota. Anche il peso dei voli sul totale delle prenotazioni lorde delle agenzie online è sceso al 20%.
I viaggiatori scelgono sempre più spesso siti e app dei vettori, attratti da programmi fedeltà, tariffe dedicate, gestione più semplice della prenotazione e accesso diretto ai servizi ancillari, come bagagli, scelta del posto, assicurazioni o altri extra a pagamento. Per le Ota questo significa dover investire sui comparti dove il loro ruolo resta più forte, a partire dall’hôtellerie, cioè il comparto alberghiero.
Per Expedia Group, ad esempio, l’alloggio ha rappresentato nel 2025 circa l’80% dei ricavi mondiali. A fine anno il gruppo offriva circa 3,6 milioni di strutture, tra hotel e sistemazioni alternative distribuite anche attraverso Vrbo e altri marchi.

Hotel, pacchetti e servizi: dove si gioca la partita
Per difendere margini e centralità, le agenzie online puntano sempre di più su pacchetti dinamici, cioè combinazioni personalizzate di hotel, voli, auto, assicurazioni e attività costruite al momento della prenotazione. L’obiettivo è aumentare il valore medio di ogni pratica, rafforzare la fidelizzazione e ridurre la dipendenza da singole transazioni.
Il confronto non si gioca più solo sul prezzo. Le Ota devono offrire un ecosistema di servizi: assistenza, scelta ampia, personalizzazione, facilità d’uso e affidabilità. Questo vale soprattutto negli hotel, dove la frammentazione dell’offerta e la presenza di molte strutture indipendenti continuano a rendere le piattaforme un canale essenziale per intercettare clientela internazionale.
L’intelligenza artificiale cambia la ricerca di viaggio
L’IA, o intelligenza artificiale, è una grande opportunità, ma anche una potenziale minaccia. Le Ota la utilizzano già per personalizzare i risultati, migliorare l’assistenza, proporre itinerari, aumentare la conversione, cioè il passaggio dalla ricerca online alla prenotazione effettiva, e suggerire servizi aggiuntivi durante il processo di acquisto.
La diffusione degli assistenti generativi, strumenti di intelligenza artificiale capaci di rispondere, consigliare e costruire itinerari, può però aprire una nuova fase. Soluzioni come ChatGPT e Gemini potrebbero diventare il primo punto di accesso alla ricerca e alla pianificazione del viaggio, riducendo il traffico diretto verso le piattaforme tradizionali.
Per ora, in Europa, le Ota mantengono un ruolo forte nella fase di ispirazione e confronto. Una ricerca Phocuswright condotta nel Regno Unito, in Francia e in Germania segnala che le agenzie online hanno superato i motori di ricerca generalisti come principale risorsa digitale per informarsi sulle diverse componenti del viaggio.
Europa più stabile e più concentrata
Il confronto con l’Europa mostra dinamiche diverse. Nel Regno Unito la crescita annua delle prenotazioni Ota, arrivata al 27% nel 2023, è scesa al 3% nel 2025 e dovrebbe restare su valori contenuti almeno fino al 2029.
Il mercato britannico è molto concentrato: Booking Holdings vale il 44% delle prenotazioni lorde Ota, Trainline il 23% ed Expedia Group il 16%. Nell’hôtellerie il canale diretto e quello intermediato, cioè gestito attraverso agenzie online, agenzie tradizionali o altri intermediari, restano invece vicini, con quote rispettivamente intorno al 35% e al 32% nel 2025.
A livello europeo più ampio, le prenotazioni Ota continuano a crescere in valore assoluto, ma la loro quota complessiva sarebbe scesa dal 22% del 2023 al 19% nel 2025. Nel frattempo recuperano spazio le agenzie tradizionali e si consolidano le vendite dirette dei fornitori.
Non una crisi, ma un cambio di modello
Il quadro non racconta una crisi delle Ota, ma una trasformazione. Nei voli, il vantaggio dei canali diretti appare ormai difficile da contrastare. Negli hotel, invece, le piattaforme restano centrali perché mettono ordine in un’offerta ampia, frammentata e globale.
La sfida sarà dimostrare un valore aggiunto oltre il confronto dei prezzi. Assistenza, programmi fedeltà, combinazione dei servizi, personalizzazione e affidabilità diventeranno gli elementi decisivi per misurare la tenuta dell’intermediazione online, cioè il ruolo delle piattaforme digitali tra viaggiatore e fornitore del servizio.
Le Ota continuano quindi a pesare molto sul travel americano ed europeo. Ma per crescere ancora dovranno essere meno semplici vetrine di prenotazione e sempre più piattaforme capaci di accompagnare il viaggiatore in tutte le fasi del viaggio.

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Sea Stories Festival di Genova: TravelDesk è Main Sponsor della decima edizione
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2 mesi agoon
03/07/2026By
La Redazione
Debutto ufficiale della nuova identità del Gruppo: TravelDesk, FieschiTravel e TravelDesk Events si sono presentati al mercato in una serata-evento dedicata a clienti, partner e collaboratori.

In questo articolo, la sintesi con foto della serata-evento di presentazione svoltasi il 25 giugno scorso a Genova.
TravelDesk è Main Sponsor della decima edizione del Sea Stories Festival, la rassegna ideata e diretta da Igor Chierici che da dieci anni trasforma l’Isola delle Chiatte del Porto Antico di Genova in un suggestivo teatro sospeso sul mare.
Un Festival che intreccia teatro, musica e letteratura marinaresca e che, nel corso del tempo, è diventato uno degli appuntamenti culturali più originali dell’estate genovese.



La sponsorship rappresenta una scelta naturale per TravelDesk, realtà che ha costruito una parte importante della propria identità nel Marine Travel, settore in cui da anni affianca compagnie di navigazione e operatori marittimi nella gestione della mobilità degli equipaggi.
La collaborazione con il Sea Stories Festival è stata per TravelDesk anche l’occasione per organizzare una serata esclusiva dedicata ai propri clienti, partner e collaboratori. Dopo un aperitivo al Banano Tsunami, iconica location nel Porto Antico, gli ospiti hanno assistito a una rappresentazione privata dello spettacolo Gli incredibili racconti e avventure in mezzo al mare, messo in scena da Igor Chierici e dalla sua compagnia sull’Isola delle Chiatte.


L’evento ha assunto inoltre un valore simbolico per l’azienda, segnando la presentazione ufficiale della nuova architettura del brand, oggi articolata in tre specializzazioni complementari: TravelDesk, dedicata al business e marine travel, FieschiTravel, dedicata a viaggi e vacanze, e TravelDesk Events, focalizzata su eventi e live communication.
Tre marchi distinti, un’unica squadra e una visione condivisa, pensata per rispondere con competenze sempre più specialistiche alle esigenze di aziende e viaggiatori.
«Sostenere il Sea Stories Festival significa valorizzare un progetto che racconta il mare attraverso la cultura, in una città come Genova dove il mare è parte integrante della nostra identità», commenta Brenda Debiasio Romeo, Marketing Manager di TravelDesk. «Per noi è stato anche il contesto ideale per condividere con clienti, partner e collaboratori il percorso di evoluzione che stiamo vivendo. Una crescita che ci porta oggi a presentarci con tre brand specializzati, mantenendo però gli stessi valori che ci accompagnano da sempre: competenza, affidabilità e attenzione al cliente».
Con questa iniziativa TravelDesk conferma il proprio impegno nel sostenere progetti capaci di creare valore per il territorio e rafforzare il dialogo tra impresa, cultura e comunità, contribuendo alla valorizzazione di un patrimonio che appartiene tanto alla città quanto al mondo del mare.


TravelDesk
Fondata nel 1991 a Genova con il nome originario di Matitone Travel, TravelDesk è un’agenzia specializzata in business travel ed eventi. La sua mission è contribuire al miglioramento della produttività e al raggiungimento degli obiettivi delle aziende clienti, fornendo le strategie più efficaci perottimizzare i viaggi del personale e organizzare eventi di successo. Oggi vanta un team di oltre 40 professionisti distribuiti tra le sedi di Genova e Milano, che operano in quattro aree di business (Corporate Travel, Marine Travel, Leisure Travel e MICE) e servono oltre 500 clienti corporate italiani e multinazionali di vari settori merceologici. Dal 2023 è parte di GlobalStar Travel Management, uno dei principali network di agenzie di corporate travel ed eventi al mondo, come rappresentante esclusivo per l’Italia. Nel giugno 2025 è entrata a fare parte di ESA Group, la principale realtà italiana indipendente nel settore dello ship management, presente in quattro Paesi (Italia, Malta, Romania e Filippine) con 19 società.
CONTATTI
Brenda Debiasio Romeo
Marketing & Event Manager
349-2679742
bdebiasio@traveldesk.it
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Turismo del futuro: intelligenza artificiale, Generazione Z e nuovi consumi ridisegnano i viaggi
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2 mesi agoon
29/06/2026By
La Redazione
Dal RateHawk Futurecast emerge una fotografia del travel del prossimo decennio: più tecnologia, flessibilità e personalizzazione. Ruolo ancora centrale per agenzie e consulenti di viaggio.
Il turismo del futuro non è più un tema da osservare a distanza. È già entrato nelle scelte quotidiane di viaggiatori, agenzie, aziende e piattaforme tecnologiche. Intelligenza artificiale, Generazione Z, instabilità geopolitica, social media, nuove abitudini di prenotazione e domanda sempre più frammentata stanno cambiando il modo in cui si immaginano, si acquistano e si vivono i viaggi.
È questo il messaggio principale emerso dal RateHawk Futurecast, l’evento con cui la piattaforma B2B di Emerging Travel Group ha celebrato i suoi primi dieci anni scegliendo non di guardare al passato, ma di interrogarsi sul prossimo decennio del travel. Un confronto strategico che ha coinvolto i vertici del gruppo e diversi protagonisti dell’industria turistica internazionale, accompagnato dalla presentazione di un white paper realizzato in collaborazione con Phocuswright, dedicato alle tendenze che potranno trasformare il settore entro il 2036.
«Molti dei grandi cambiamenti nel travel non stanno aspettando un futuro lontano, stanno già accadendo ora», ha sottolineato Astrid Kastberg, managing director di RateHawk. Una frase che sintetizza bene il senso dell’iniziativa: non una previsione astratta, ma una lettura del presente. La pandemia, le crisi geopolitiche, l’accelerazione digitale e l’arrivo di nuove generazioni di viaggiatori hanno già dimostrato quanto rapidamente possano cambiare domanda, priorità e modelli di consumo.
La resilienza diventa una competenza strategica
Nel nuovo scenario, la parola chiave è resilienza. Non intesa come semplice capacità di resistere alle crisi, ma come abilità organizzativa nel reagire velocemente, mantenendo una direzione chiara.
Felix Shpilman, ceo di Emerging Travel Group e fondatore di RateHawk, ha evidenziato come la volatilità sia ormai una componente strutturale del mercato turistico. Crisi internazionali, tensioni regionali, cambiamenti normativi, aggiornamenti sui visti, eventi climatici e improvvise variazioni della domanda impongono alle aziende del travel una capacità di adattamento sempre più rapida.
Per RateHawk, nata come startup con l’obiettivo di offrire tecnologia costruita sulle esigenze operative degli operatori turistici, il percorso degli ultimi dieci anni ha portato alla creazione di un ecosistema globale. Oggi la piattaforma coinvolge oltre 220mila professionisti del turismo, propone 3,2 milioni di strutture ricettive, conta 250mila proprietà in contratto diretto, integra 350 grossisti e offre contenuti di viaggio in 150 Paesi, con più di 450 compagnie aeree disponibili.
Numeri che raccontano una tendenza precisa: nel travel contemporaneo non basta più avere inventario. Serve una piattaforma capace di organizzarlo, renderlo accessibile, aggiornato, flessibile e utile in tempo reale.
L’intelligenza artificiale cambia la personalizzazione
Tra i temi più forti del Futurecast c’è naturalmente l’intelligenza artificiale, destinata a trasformare in profondità sia il segmento professionale sia quello consumer.
Secondo Shpilman, la personalizzazione nel turismo ha finora funzionato soprattutto per gruppi omogenei di clienti. Con l’AI, invece, si apre la possibilità di costruire un’offerta davvero individuale, calibrata su preferenze, comportamenti, tempi, budget, abitudini di acquisto e bisogni specifici del viaggiatore.
Per il mondo business travel e bleisure, questa evoluzione può diventare decisiva. Un professionista in viaggio non cerca soltanto una camera d’albergo vicino al luogo dell’appuntamento. Può avere bisogno di flessibilità, connessioni rapide, check-in efficienti, spazi per lavorare, servizi digitali, ma anche esperienze leisure da integrare nel tempo libero. L’AI può aiutare a combinare questi elementi in modo più preciso, riducendo tempi di ricerca e aumentando la qualità della proposta.

La Gen Z riscrive le regole della scoperta
Il cambiamento non riguarda solo la tecnologia. Riguarda anche i viaggiatori. La Generazione Z sta modificando il modo in cui si scoprono, si scelgono e si prenotano le destinazioni.
Secondo i dati discussi durante il Futurecast, il 64% dei giovani viaggiatori ha già preso almeno una decisione di viaggio dopo aver visto contenuti online. Social media, video brevi, creator e piattaforme visuali non sono più semplici canali di ispirazione: sono diventati parte integrante del processo decisionale.
Siiri Palisaar, senior director sales steering di Lufthansa City Center, ha spiegato come l’instabilità geopolitica stia spingendo molti viaggiatori a prenotare più vicino alla partenza e a scegliere mete percepite come più sicure o più vicine. Allo stesso tempo, il viaggio è sempre meno definito soltanto dalla destinazione e sempre più dall’esperienza.
Da qui il successo di fenomeni come il set-jetting, cioè i viaggi ispirati a film e serie televisive, oppure dei soggiorni costruiti attorno a grandi eventi sportivi, concerti e festival. Il viaggio diventa una forma di espressione personale, un contenuto da vivere e condividere, ma anche un modo per costruire identità.
In India il futuro è già una domanda giovane
Una prospettiva interessante è arrivata anche da Vaibhav Singh, chief business officer international di MakeMyTrip, che ha raccontato il comportamento dei giovani viaggiatori indiani. In India, la Gen Z rappresenta già una parte rilevante della clientela, con un’età media compresa tra i 22 e i 25 anni.
Si tratta di una generazione che privilegia destinazioni meno convenzionali, prenota spesso nelle ore notturne e decide con un anticipo molto ridotto, talvolta inferiore a una settimana. Per intercettarla, MakeMyTrip ha sviluppato il programma Creator Circle, che integra creator autentici nel processo di scoperta e ispirazione del viaggio.
È un segnale importante anche per il mercato europeo: la domanda turistica sarà sempre più influenzata da contenuti digitali, raccomandazioni informali, community e micro-nicchie di interesse.
Velocità e flessibilità contro la volatilità
Per Ilya Kravtsov, chief commercial officer di Emerging Travel Group, il punto non è convincere le persone a viaggiare. La voglia di partire resta forte. La vera sfida è riuscire a stare al passo con aspettative che cambiano rapidamente.
Geopolitica, meteo estremo, aggiornamenti sui visti, crisi regionali e viralità social possono spostare la domanda da una destinazione all’altra in tempi brevissimi. In questo contesto, la flessibilità diventa un vantaggio competitivo.
RateHawk ha risposto costruendo uno dei marketplace di alloggi più ampi del settore, integrando fornitori globali, DMC locali, grossisti e strutture a contratto diretto. A questo si affianca la Destination Shift Initiative, uno strumento di market intelligence pensato per suggerire agli agenti destinazioni alternative in base al mercato di provenienza del viaggiatore e ai cambiamenti della domanda.
Per il turismo bleisure, questo approccio è particolarmente rilevante. Chi viaggia per lavoro ha spesso vincoli rigidi, ma può decidere di prolungare il soggiorno, cambiare itinerario o aggiungere una componente leisure se trova soluzioni semplici, sicure e personalizzate.
Gli agenti di viaggio non spariscono: cambiano ruolo
Uno dei dati più significativi riguarda il futuro della consulenza. Nonostante l’avanzata delle tecnologie digitali, il 32% dei consumatori vuole ancora confrontarsi con una persona reale durante il processo di prenotazione.
È un elemento centrale. L’intelligenza artificiale può velocizzare ricerche, confronti, preventivi e raccomandazioni, ma fiducia, esperienza, ascolto e capacità di interpretare i bisogni restano leve fondamentali.
Secondo Palisaar, gli agenti di viaggio continueranno ad avere un ruolo importante proprio perché il mercato è sempre più complesso e rumoroso. I clienti cercano orientamento, rassicurazione e brand affidabili. Il consulente del futuro sarà quindi più tecnologico, più veloce e più supportato dai dati, ma dovrà continuare ad aggiungere ciò che nessun algoritmo può replicare completamente: la comprensione della storia personale del viaggiatore.

API, dati e infrastrutture: il turismo diventa un ecosistema connesso
Dietro l’esperienza del viaggiatore c’è un tema meno visibile ma decisivo: l’infrastruttura tecnologica. Sinéad Reilly, senior director di Travelport, ha ricordato il ruolo strategico delle API, destinate a diventare il sistema nervoso del turismo del futuro.
Le API permettono di integrare contenuti provenienti da fornitori diversi, standardizzarli e renderli utilizzabili da motori di ricerca evoluti, piattaforme di prenotazione, sistemi conversazionali e strumenti basati sull’intelligenza artificiale.
In un mercato in cui hotel, voli, transfer, esperienze, assicurazioni e servizi ancillari devono dialogare tra loro, la qualità della connettività diventa una condizione essenziale. Il travel del prossimo decennio sarà sempre più costruito sulla capacità di combinare contenuti, dati e automazione in modo fluido.
Dall’AI assistente all’AI protagonista dei processi
La nuova frontiera, secondo Kravtsov, è il passaggio dall’AI come semplice assistente all’AI come partecipante autonomo nei processi aziendali.
In Emerging Travel Group, l’intelligenza artificiale è già integrata in diverse aree operative: dalla raccomandazione automatica di strutture alternative in caso di indisponibilità alla gestione preventiva di possibili interruzioni del servizio.
Tra i progetti più innovativi figura anche una piattaforma di simulazione che permette ai team commerciali di allenarsi negoziando con clienti virtuali generati dall’intelligenza artificiale, ricevendo in pochi minuti una valutazione delle proprie performance. È un’evoluzione destinata ad avere un impatto profondo sul lavoro quotidiano degli operatori turistici. Sempre più attività potranno essere automatizzate o supportate da sistemi intelligenti, mentre alle persone resterà il compito di gestire relazione, fiducia, strategia e valore consulenziale.
Cosa significa per business, leisure e bleisure
Il RateHawk Futurecast conferma una direzione ormai evidente: il turismo dei prossimi anni sarà più dinamico, personalizzato e tecnologico, ma non necessariamente meno umano.
Per i viaggiatori business, questo significa strumenti più rapidi, prenotazioni più flessibili e offerte più coerenti con esigenze professionali e personali. Per il segmento leisure, vuol dire maggiore ispirazione digitale, esperienze più mirate e nuove destinazioni spinte da social, eventi e community. Per il bleisure, infine, si apre uno spazio ancora più interessante: la possibilità di costruire viaggi ibridi, in cui lavoro e tempo libero convivono in modo più naturale, efficiente e personalizzato.
Il futuro del travel non sarà quindi dominato solo dagli algoritmi. Sarà definito dalla capacità di usare la tecnologia per rendere il viaggio più semplice, più rilevante e più vicino alle persone.
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Costa Crociere cambia rotta: il viaggio diventa un’esperienza costruita attorno alla meraviglia
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2 mesi agoon
27/06/2026By
La Redazione
La compagnia ridefinisce il concetto di vacanza in mare puntando su emozioni, ricordi e momenti irripetibili: dalle Sea Destinations agli itinerari tematici del 2027.
Più che una semplice evoluzione dell’offerta, quella intrapresa da Costa Crociere appare come una vera trasformazione del modo di concepire la vacanza in mare. L’obiettivo non è più soltanto accompagnare gli ospiti da una destinazione all’altra, ma costruire un percorso fatto di esperienze memorabili, scenari esclusivi e momenti capaci di lasciare un segno nel tempo.
Immaginate una nave che rallenta davanti a Capri mentre il sole cala dietro i Faraglioni, oppure l’alba che illumina le acque di Formentera osservata dal ponte, o ancora il profilo dello Stromboli che si tinge di rosso al tramonto. Per Costa questi non sono più semplici passaggi lungo la rotta, ma veri e propri momenti progettati per generare emozioni.
È su questa visione che si fonda il nuovo posizionamento della compagnia, sintetizzato dalla promessa: “Only Costa takes you there. Where nobody else does. When wonder happens”. Al centro della strategia c’è il concetto di Wonder, la meraviglia, diventato il pilastro dell’identità del brand.
Con una flotta composta da otto navi, Costa ha costruito attorno a questo concetto il progetto “Live Your Wonder”, invitando gli ospiti a vivere emozioni autentiche sia a bordo sia durante le attività a terra. Non si parla più semplicemente di escursioni, ma di Land Experience, suddivise nelle categorie See It All, Icons, Extraordinary e Fun For Family.

Una nuova idea di crociera
La trasformazione avviata dalla compagnia va ben oltre l’introduzione di nuove rotte. Si tratta di un cambiamento strategico che coinvolge l’intera organizzazione aziendale, dalla navigazione alle attività alberghiere, fino alle funzioni commerciali.
L’obiettivo è spostare il valore della vacanza dalle singole destinazioni alle emozioni vissute durante il viaggio. In questa prospettiva, la domanda che guida la progettazione diventa molto semplice: quali saranno i ricordi che gli ospiti porteranno con sé una volta rientrati a casa?
Da questa riflessione è nata l’evoluzione della Sea & Land Wonder Platform, introdotta nel 2024 e oggi diventata il cuore della proposta Costa.
In questo modello il mare non rappresenta più soltanto lo spazio che separa due porti, ma si trasforma esso stesso in destinazione. Da qui nascono le Sea Destinations, luoghi accuratamente selezionati dove la nave si posiziona per offrire scenari e momenti difficilmente replicabili da terra.
«Quando abbiamo lanciato la Sea & Land Wonder Platform, l’obiettivo era chiaro: mettere la meraviglia al centro di ogni momento del viaggio, sul mare e a e terra – afferma Francesco Muglia, chief commercial officer e svp di Costa Crociere. – I risultati ci hanno confermato che gli ospiti cercano sempre più esperienze autentiche, capaci di lasciare un segno. Con i nuovi concept di itinerari, live dall’estate 2027, facciamo un passo ulteriore: ogni itinerario nasce da un’ispirazione precisa e si sviluppa come un percorso coerente, fatto di luoghi simbolo e momenti da vivere. È una direzione confermata dai dati: l’85% del trade indica la coerenza esperienziale come elemento chiave nella scelta di un itinerario e l’intenzione di prenotazione sui nuovi concept cresce del 5%. È un cambio di paradigma che ridefinisce il modo in cui si progetta e si sceglie una crociera, rafforzando il ruolo innovativo di Costa nel settore».
La progettazione della meraviglia
Dietro ogni Sea Destination si nasconde un lavoro di studio particolarmente approfondito. Ogni posizione viene analizzata nei dettagli per individuare il punto esatto in cui fenomeni naturali, paesaggi e condizioni di luce possano trasformarsi in esperienze speciali.
In questo processo svolgono un ruolo fondamentale anche i comandanti delle navi, coinvolti direttamente nella selezione delle location grazie alla loro conoscenza dei mari e delle rotte percorse negli anni.
La nave assume così una funzione diversa: non è più soltanto un mezzo di trasporto, ma diventa un osservatorio privilegiato da cui vivere scenari irripetibili.
Parallelamente si evolve anche il concetto di esperienza a terra. Le tradizionali escursioni lasciano spazio a una proposta più articolata e personalizzata, costruita per adattarsi a differenti stili di viaggio e modalità di scoperta delle destinazioni.

Estate 2027: arrivano gli itinerari-concept
La vera novità entrerà pienamente in scena nell’estate 2027, già prenotabile attraverso i sistemi di vendita della compagnia.
Per la prima volta gli itinerari non saranno definiti esclusivamente dalle destinazioni visitate, ma da una precisa ispirazione narrativa. Ogni crociera diventerà un concept autonomo, con una propria identità e una propria storia.
Nel Mediterraneo occidentale, Costa Fascinosa proporrà il nuovo itinerario Dolce Vita, che unirà destinazioni iconiche come Taormina e Stromboli Bay, dove il vulcano farà da sfondo a spettacolari tramonti osservati dal mare.
Sulla stessa nave debutterà anche Golden Islands, che attraverserà località come Palma di Maiorca, Formentera Bay e il Golfo Aranci, valorizzando albe, tramonti e momenti di intrattenimento a bordo.
Tra le novità figura inoltre Tavolara, esperienza dedicata all’area marina protetta al largo di Olbia, con soste balneari e aperitivi al tramonto.
Nel Mediterraneo orientale, Costa Serena ospiterà il concept Blue Islands, un itinerario tra Mykonos, Atene e Cefalonia, arricchito dalla navigazione verso Capo Sounion, dominato dal celebre Tempio di Poseidone.
Accanto a questi percorsi troveranno spazio anche Lights of the Mediterranean, Sea of Lights, Aegean Icons, Aegean Islands, Adriatic & Cyclades e Seaside Dreams.
Nel Nord Europa, la stessa filosofia prenderà forma attraverso Nordic Souls, dedicato ai paesaggi scandinavi, ai fiordi e ai villaggi affacciati sul mare.
Il ritorno della Crociera dell’Eclissi
Tra le proposte che hanno suscitato maggiore interesse figura anche la Crociera dell’Eclissi.
Dopo il successo dell’edizione 2026, Costa Fascinosa tornerà a offrire la possibilità di osservare dal mare l’eclissi solare totale prevista per il 2 agosto 2027, trasformando un evento astronomico in una vera esperienza di viaggio.
L’estate 2026 come laboratorio del futuro
Molti degli elementi che caratterizzeranno il 2027 sono già presenti nella programmazione dell’estate 2026.
«L’estate 2026 segna la piena maturità dell’approccio Sea & Land, con un gradimento degli ospiti cresciuto di oltre 3 punti rispetto allo scorso anno. Le Sea Destinations diventano sempre più un driver di scelta di una vacanza Costa, mentre le esperienze a terra si evolvono per rispondere a stili di viaggio diversi – afferma Luigi Stefanelli, vice president worldwide sales di Costa Crociere – Con i concept dell’estate 2027 cambierà il modo stesso di scegliere una crociera. Non più “dove andare”, ma “cosa vivere”. È una trasformazione profonda, che rafforza la crociera come la formula di vacanza più completa, flessibile e sorprendente sul mercato».

Mediterraneo, Nord Europa e nuove rotte invernali
Nel Mediterraneo occidentale, a bordo di Costa Smeralda, Costa Toscana e Costa Pacifica, gli itinerari tra Italia, Francia e Spagna integrano mete classiche come Barcellona, Marsiglia, Palma di Maiorca, Palermo e Napoli con Sea Destinations dedicate a luoghi iconici come Capri Bay e il Parco Nazionale delle Calanques.
Nel Mediterraneo orientale, le navi Costa Fascinosa, Costa Deliziosa e Costa Fortuna attraversano Grecia, Adriatico e Turchia proponendo esperienze come Calypso Deep, il punto più profondo del Mediterraneo, e Dardanelles Strait, ispirata alla cultura dei dervisci.
Anche il Nord Europa interpreta questa filosofia attraverso navigazioni nel Geirangerfjord, patrimonio UNESCO, e momenti di meditazione ispirati al concetto nordico di Friluftsliv, con itinerari che arrivano fino a nove notti.
La trasformazione continuerà durante l’inverno 2026-2027. Tra le principali novità figurano gli itinerari in Sud America, con scali tra Argentina, Uruguay e Brasile.
Particolarmente suggestiva sarà la possibilità di festeggiare il Capodanno nella Baia di Copacabana, osservando dal mare i celebri fuochi d’artificio di Rio de Janeiro.
Costa Smeralda debutterà inoltre alle Canarie con il nuovo concept Canary Sea Darkest Spot, dedicato all’osservazione astronomica, mentre nei Caraibi arriveranno esperienze come Catalina Bay e Caribbean Sea Darkest Spot.
La vacanza come insieme di ricordi
La strategia avviata da Costa Crociere non si limita a modificare gli itinerari. Punta piuttosto a ridefinire il significato stesso della crociera, attribuendo valore non soltanto alle destinazioni raggiunte ma soprattutto alle emozioni generate lungo il percorso.
Perché, in fondo, ciò che rimane davvero di un viaggio non è soltanto l’elenco dei luoghi visitati, ma l’intensità dei momenti vissuti e dei ricordi costruiti durante il cammino.
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