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Il Golf Club Argentario è sempre più green: realizzato un impianto fotovoltaico da 400 kW

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Istallati 888 pannelli fotovoltaici sulle coperture dell’hotel, della club house e dei garage, perfettamente integrati nel paesaggio e in grado di produrre oltre 545.000 kWh di energia pulita all’anno

L’Argentario Golf & Wellness Resort, sede l’anno scorso di una bella edizione dell’Open d’Italia, compie un nuovo passo concreto verso un modello di ospitalità sempre più sostenibile grazie a un importante progetto di efficientamento energetico sviluppato in collaborazione con My Energy Q8, ESCO controllata dal Gruppo Q8, specializzata in soluzioni per la decarbonizzazione e la transizione energetica. 

Il progetto rappresenta una delle più significative evoluzioni tecnologiche mai realizzate all’interno del Resort e conferma una visione che da sempre mette al centro il rispetto per il territorio, la tutela dell’ambiente e l’innovazione responsabile. 

Sono stati installati 888 pannelli fotovoltaici sulle coperture dell’hotel, della club house e dei garage, perfettamente integrati nel paesaggio dell’Argentario grazie a soluzioni studiate per ridurne l’impatto visivo e preservare l’armonia architettonica della struttura. L’impianto, con una potenza complessiva di circa 400 kW, produce oltre 545.000 kWh di energia pulita all’anno, coprendo circa il 24% del fabbisogno elettrico del Resort.

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Parallelamente, è stata completamente trasformata la centrale energetica con l’introduzione di pompe di calore ad alta efficienza che sostituiscono le precedenti caldaie a gasolio. Il nuovo sistema consente oggi di coprire il 100% del fabbisogno termico e frigorifero della struttura – riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria – utilizzando esclusivamente energia elettrica. L’energia prodotta alimenta camere, centro benessere, aree comuni e infrastrutture sportive, contribuendo a garantire elevati standard di comfort con un impatto ambientale fortemente ridotto.
Grazie all’integrazione tra fotovoltaico, pompe di calore ed energia proveniente da fonti rinnovabili certificate, il Resort raggiunge una riduzione complessiva di circa 1.000 tonnellate di CO₂ all’anno, eliminando completamente l’utilizzo di combustibili fossili per il riscaldamento e operando di fatto con energia 100% green. Un beneficio ambientale equivalente alla capacità di assorbimento di circa 45.000 alberi ogni anno.

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“Questo intervento rappresenta un’evoluzione naturale del percorso di sostenibilità intrapreso fin dalla nascita del Golf Resort”, commenta Augusto Orsini, General Manager dell’Argentario Golf & Wellness Resort. “Crediamo che il lusso contemporaneo debba essere sempre più consapevole, rispettoso del territorio e capace di generare valore ambientale oltre che esperienziale”.

“Interventi come quello realizzato all’Argentario Golf & Wellness Resort rappresentano al meglio il nostro approccio: essere un partner strategico per i clienti nel loro percorso di transizione energetica, con soluzioni integrate ed efficaci”, dichiara Giovanni Romano, Presidente e Amministratore Delegato di Q8 Quaser. “Con My Energy Q8 accompagniamo imprese e cittadini nello sviluppo di modelli energetici più sostenibili, contribuendo a migliorare l’efficienza, ridurre l’impatto ambientale e generare valore nel tempo. Progetti come questo dimostrano come la transizione energetica possa tradursi in benefici concreti, senza rinunciare a qualità e comfort”.

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Con questo nuovo progetto, l’Argentario Golf & Wellness Resort consolida il proprio posizionamento tra le eccellenze italiane dell’ospitalità sostenibile, dimostrando come innovazione tecnologica, lusso e rispetto per l’ambiente possano convivere armoniosamente.

Golf

Il Picciolo Etna Golf Resort & Spa: lusso e benessere alle pendici dell’Etna

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La struttura, affiliata al brand Curio Collection by Hilton, è stata recentemente rinnovata e si trova a solo un’ora d’auto da Catania.

Gli interventi di rinnovamento e miglioramento realizzati negli ultimi tre anni, sia sul campo da golf sia all’interno dell’hotel, sono stati completati. Oggi Il Picciolo Etna Golf Resort & Spa si presenta come un importante punto di riferimento in Sicilia nel segmento dell’hotellerie di lusso.

Da questo percorso nasce anche la nuova affiliazione con Hilton attraverso Curio Collection by Hilton, il brand che riunisce hotel e resort indipendenti, selezionati per il loro carattere distintivo, il legame con la destinazione e la capacità di offrire esperienze originali, mantenendo al tempo stesso gli standard e i vantaggi del Gruppo Hilton.

Il resort si trova a circa un’ora di auto dall’aeroporto di Catania ed è situato alle pendici dell’Etna. La struttura comprende ristoranti, campo da golf e Spa, offrendo agli ospiti un’esperienza completa tra ospitalità, sport e benessere.

Tra natura, vino e storia siciliana

La posizione, immersa in un parco naturale, consente di vivere il tempo libero in molti modi diversi: dalle escursioni sul vulcano Etna alla visita delle numerose cantine che producono l’Etna DOC, vino le cui origini risalgono all’epoca degli antichi Greci, nel VII secolo.

Non vanno dimenticate nemmeno le Gole dell’Alcantara, spettacolare canyon naturale della Sicilia, e Taormina, con il suo celebre teatro greco.

Si può dire che il resort, con le sue 100 camere, sia un santuario dedicato al benessere, al golf e alla storia. Gli ospiti non si limitano a visitarlo: ne diventano parte.

Tra vigneti, rituali Spa, vini vulcanici e fairway che si snodano nella natura, ogni momento invita alla connessione, offrendo un’esperienza siciliana senza tempo.

Il campo da golf alle pendici del vulcano

Per quanto riguarda il campo, Il Picciolo Etna Golf Resort & Spa è incastonato alla base del maestoso Monte Etna e offre un percorso 18 buche, par 72, capace di unire gioco tecnico e panorami straordinari.

Il campo è noto per il suo disegno suggestivo, l’eccellente manutenzione e il paesaggio unico che lo circonda, elementi che lo rendono una destinazione apprezzata dai golfisti alla ricerca di un equilibrio tra natura e sport.

Il percorso è un vero gioiello: si sviluppa tra antiche colate laviche, fairway verdi e ostacoli posizionati strategicamente. Sullo sfondo, l’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, regala una cornice scenografica e rende ogni giro di golf un’esperienza indimenticabile.

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Golf

Le testimonial Rolex celebrano l’amicizia in uno splendido paesaggio all’Amundi Evian Championship

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Paesaggio Amundi Evian Championship

Dal 9 al 12 luglio, le migliori giocatrici del mondo tornano in Francia all’Evian Resort Golf Club: uno degli appuntamenti più suggestivi del golf femminile.

 

Jeeno Thitikul in gara all’Amundi Evian Championship nel 2025

La ricerca incessante della perfezione prosegue a The Amundi Evian Championship, dove le migliori giocatrici del mondo si sfideranno da giovedì 9 a domenica 12 luglio per conquistare uno dei titoli major più prestigiosi.

Le testimonial Rolex Lydia Ko e Jeeno Thitikul saranno tra le protagoniste più attese del ritorno al pittoresco Evian Resort Golf Club, in Francia, sul percorso The Champions Course, per la 32ª edizione del torneo. Si preannuncia un nuovo, avvincente capitolo del golf femminile, dove la qualità dello spettacolo in campo si accompagna al magnifico scenario naturale che caratterizza Évian-les-Bains, in Alta Savoia, sulla sponda francese del Lago di Ginevra, tra le montagne alpine.

 

Jeeno Thitikul e il legame speciale con Evian

Per Thitikul, questa sarà un’altra occasione per inseguire il primo titolo major della carriera in un luogo dal valore profondamente sentimentale. La ventitreenne thailandese fu protagonista dodici mesi fa di un finale emozionante sul Champions Course, chiudendo al secondo posto dopo il playoff perso contro l’australiana Grace Kim, capace di imporsi alla seconda buca supplementare con un eagle decisivo.

Quell’esperienza le ha dato una motivazione ulteriore per provare a vincere proprio in questo torneo, di cui Rolex è Official Timepiece e Major Partner dal 2000.

«The Amundi Evian Championship è sempre stato il mio major preferito», racconta Thitikul. «È il luogo in cui ho superato il mio primo taglio a 14 anni. Mi piacerebbe moltissimo vincerlo e, come tutti sanno, l’anno scorso ci sono andata molto vicina. È semplicemente un posto davvero speciale per me ed è bello avere la possibilità di tornarci ogni anno».

Thitikul non ha impiegato molto tempo per imporsi sulla scena globale. Nel 2017 ha scritto la storia diventando la più giovane giocatrice a vincere un torneo professionistico, il Ladies European Thailand Championship, all’età di 14 anni, 4 mesi e 19 giorni. Da allora ha trascorso complessivamente 40 settimane al numero 1 del Rolex Women’s World Golf Rankings.

Esistono sorprendenti somiglianze tra il talento emergente thailandese e Lydia Ko, che nel 2015 vinse The Amundi Evian Championship diventando, a 18 anni, la più giovane vincitrice di un major femminile. Le due testimonial condividono un legame stretto nel circuito, con Thitikul che spesso descrive Ko come una sorella maggiore e un modello di riferimento.

«Vedere Lydia negli ultimi dieci anni e oltre è stato davvero fonte di ispirazione per me», spiega Thitikul. «È una delle persone che ammiro di più. Tutto il lavoro che mette in campo, non solo nelle settimane di pausa ma anche durante quelle in cui giochiamo, è stimolante. Molti vedono soltanto i trofei e il successo, ma credo che ci sia molto di più. Lavoriamo così duramente perché amiamo questo sport, vogliamo far crescere il golf e desideriamo avere un impatto su più persone. Sto imparando questo da lei, da Annika Sörenstam e dalle altre testimonial Rolex. Vedo il percorso che hanno tracciato per ispirare la prossima generazione».

Le testimonial Rolex Jeeno Thitikul e Lydia Ko insieme: avversarie e amiche

 

Un major femminile in uno scenario unico

Disputato per la prima volta nel 1994 ed elevato allo status di quinto major femminile nel 2013, The Amundi Evian Championship è diventato uno degli eventi di riferimento del golf femminile. Un appuntamento che entusiasma anche i membri della famiglia Rolex, attratti dalla bellezza della sede e dal suo suggestivo contesto naturale.

«Rolex è stata un grande sostenitore dell’evento», afferma Ko. «È una settimana speciale, che riunisce molte persone, e si percepisce quanto siano numerosi gli elementi che contribuiscono alla sua riuscita. Essere testimonial dà una motivazione in più per giocare bene davanti alla famiglia Rolex. Quando rappresentiamo Rolex proviamo un certo orgoglio: è come avere un superpotere in più quando gareggiamo lì».

Il field di quest’anno include anche altre componenti della famiglia Rolex, tra cui le precedenti vincitrici Anna Nordqvist e Brooke Henderson, campionesse rispettivamente nel 2017 e nel 2022, oltre a giocatrici di primo piano come Ruoning Yin e Rose Zhang.

Tutte cercheranno di dominare le impegnative variazioni di altitudine tra tee, fairway e green impeccabili. Oltre a sollevare l’iconico trofeo, la vincitrice riceverà da Rolex un Oyster Perpetual Datejust 31 appositamente inciso, in riconoscimento del suo percorso di perseveranza e precisione per conquistare questo campo unico.

 

Le testimonial Rolex che hanno vinto The Amundi Evian Championship

Annika Sörenstam – 2000, 2002.
Lydia Ko – 2015.
Anna Nordqvist – 2017.
Brooke Henderson – 2022.

Lydia Ko, vincitrice nel 2015

Rolex e il golf

Rolex celebra il successo umano, riconoscendo il percorso fatto di tappe, emozioni e momenti decisivi: un cammino definito non solo dal trofeo, ma dalla strada percorsa per raggiungerlo.

Il legame della maison svizzera con il golf nasce nel 1967 con una stretta di mano tra il brand e Arnold Palmer, dando vita a un’associazione con Palmer, Jack Nicklaus e Gary Player. Conosciuti come The Big Three, questi leggendari giocatori hanno cambiato per sempre il volto del golf.

Le loro partnership con Rolex hanno segnato l’inizio di un’eredità duratura, fondata sull’impegno condiviso verso il miglioramento continuo e la precisione assoluta. Un legame che è cresciuto e si è consolidato nel corso dei decenni.

Nel rispetto di chi ha aperto la strada, Rolex affianca oggi i migliori giocatori, organizzazioni ed eventi del mondo: dal Masters Tournament al PGA Championship, dallo U.S. Open a The Open, fino a The Amundi Evian Championship e alle competizioni a squadre come Presidents Cup™, Ryder Cup e Solheim Cup.

Tra i testimonial Rolex impegnati nella ricerca dell’eccellenza nel golf maschile e femminile figurano campioni major come Brooke Henderson, Lydia Ko, Collin Morikawa, Jon Rahm, Scottie Scheffler, Adam Scott e Tiger Woods, mentre talenti emergenti come Ludvig Åberg e Jeeno Thitikul continuano il proprio percorso verso i massimi traguardi.

La presenza del brand si estende a ogni livello del golf: tutti i major championship, i principali tour professionistici, gli eventi a squadre e i tornei amatoriali di maggiore rilievo. Il sostegno di Rolex al golf si fonda su un forte senso di integrità e rispetto della tradizione, promuovendo l’importanza di investire nello sviluppo dello sport per le generazioni future.

Il Rolex Oyster Perpetual destinato alla vincitrice dell’Amundi Evian Championship

 

Rolex: reputazione, qualità e competenza

Rolex è una manifattura orologiera svizzera integrata e indipendente. Con sede a Ginevra, il brand è riconosciuto in tutto il mondo per la sua competenza e per la qualità dei suoi prodotti, simboli di eccellenza, eleganza e prestigio.

I movimenti degli orologi Oyster Perpetual e Perpetual sono certificati e testati internamente per precisione, prestazioni e affidabilità. La certificazione Cronometro Superlativo, simboleggiata dal sigillo verde, conferma che ogni orologio ha superato con successo i test condotti da Rolex nei propri laboratori secondo criteri interni, periodicamente validati da organismi esterni indipendenti.

La dicitura “Superlative”, incisa su ogni orologio Oyster, rappresenta la filosofia e i valori di Rolex. Incarna l’idea di eccellenza perpetua instillata dal fondatore Hans Wilsdorf, che guida l’azienda e si riflette in ogni sua attività.

Questo spirito ha portato Rolex a essere pioniera nello sviluppo dell’orologio da polso e di numerose importanti innovazioni orologiere, come l’Oyster, il primo orologio da polso impermeabile lanciato nel 1926, e il rotore Perpetual, meccanismo di carica automatica inventato nel 1931.

Nel corso della sua storia Rolex ha registrato oltre 700 brevetti. Nei quattro siti produttivi in Svizzera, il brand progetta, sviluppa e produce la maggior parte dei componenti dei propri orologi. Un quinto sito, sempre in Svizzera, è in costruzione e dovrebbe aprire nel 2029.

Rolex gestisce internamente le proprie operazioni manifatturiere: dalla fusione delle leghe d’oro alla lavorazione, creazione, assemblaggio e finitura di movimento, cassa, quadrante e bracciale. Il brand è inoltre attivamente impegnato nel sostegno ad arte e cultura, sport ed esplorazione, oltre che a favore di chi sviluppa soluzioni per preservare il pianeta.

La testimonial Rolex Anna Nordqvist all’Amundi Evian Championship nel 2025

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Golf

Giocare al top nella Regione di Valencia tra natura e gastronomia

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Tutto il fascino di Jávea e della Costa Blanca, nella Comunitat Valenciana

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La Comunitat Valenciana – in italiano indicata come Regione di Valencia, sulla costa orientale della Spagna – sta consolidando sempre più il proprio ruolo come destinazione di riferimento per gli appassionati di golf.

A rendere particolarmente attrattiva quest’area contribuiscono diversi fattori: una rete ampia e diversificata di campi da golf, infrastrutture moderne e soprattutto un clima mite durante tutto l’anno, che consente di praticare questo sport in ogni stagione.

Negli ultimi anni la Regione di Valencia si è inoltre affermata come una destinazione capace di ospitare competizioni golfistiche di alto livello, grazie a strutture attrezzate e a un contesto naturale di grande pregio. Oggi rappresenta una delle Regioni spagnole con la più alta concentrazione di campi da golf:

  • 22 campi nella provincia di Alicante;
  • 10 nella provincia di Valencia;
  • 4 nella provincia di Castellón.

Un altro elemento distintivo riguarda la sostenibilità ambientale. I campi da golf della Regione di Valencia utilizzano infatti acqua riciclata per la manutenzione e il funzionamento delle strutture, evitando così un ulteriore consumo di risorse idriche. Una scelta coerente con gli obiettivi ambientali promossi dalla Generalitat Valenciana, il governo autonomo regionale.

Jávea (Xàbia): mare, clima ideale e ottimi collegamenti

Jávea (o Xàbia, nella denominazione valenciana ufficiale) è facilmente raggiungibile grazie ai collegamenti diretti tra le principali città italiane e gli aeroporti delle province di Alicante e Valencia.

La località gode di un clima particolarmente favorevole, con una temperatura media annua intorno ai 20 gradi, caratteristica che permette di vivere attività all’aria aperta durante tutto l’anno.

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Una baia spettacolare nel nord della Costa Blanca

Jávea si trova sulla costa settentrionale della provincia di Alicante, nell’area della Marina Alta, uno dei tratti più suggestivi della Costa Blanca.

La cittadina si sviluppa all’interno di una grande baia compresa tra i promontori di Capo di San Antonio e Capo di San Martín, in un paesaggio dominato dal Parco Naturale del Montgó, massiccio montuoso condiviso con la vicina Dénia.

Le scogliere che si affacciano sul Mediterraneo superano in alcuni punti i 150 metri di altezza, mentre ai piedi del promontorio si estende la Riserva Marina di Capo di San Antonio, area protetta che tutela la biodiversità marina locale.

Questa particolare conformazione geografica contribuisce non solo al clima mite, ma anche alla possibilità di praticare numerose attività outdoor in ogni stagione.

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Capo di San Antonio

Spiagge e calette

La Playa del Arenal rappresenta la spiaggia più attrezzata e vicina al centro urbano, ideale per chi desidera comfort e servizi.

Chi invece cerca scenari più naturali può esplorare le celebri calette di Jávea, caratterizzate da acque trasparenti e fondali rocciosi. Tra le più note:

  • Cala del Portitxol;
  • La Granadella.

Entrambe sono considerate tra le baie più affascinanti della Costa Blanca.

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La Granadella

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Playa de la Grava

 

Il Club de Golf Jávea: un campo immerso nei pini mediterranei

Situato a circa 100 chilometri da Alicante in direzione Valencia, e protetto dai venti grazie alla presenza del Capo San Antonio, il campo gode di un microclima particolarmente favorevole durante tutto l’anno.

Il percorso si inserisce in un contesto naturale circondato da pinete mediterranee.

Si tratta di un campo da 9 buche con dolci dislivelli, fairway e green ben curati, affiancati da palme, pini e agrumeti. Pur essendo formalmente un percorso a 9 buche, il secondo giro viene giocato da tee differenti, creando un’esperienza assimilabile a quella di un campo da 18 buche.

Anche alcuni green, come quelli delle buche 3/12 e 4/13, sono progettati per ospitare differenti posizioni della bandiera.

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Il percorso richiede attenzione tecnica: i dislivelli apparentemente morbidi possono infatti risultare insidiosi al momento del colpo. La vegetazione mediterranea è stata integrata strategicamente nel design del campo, contribuendo sia all’estetica sia alla difficoltà del gioco.

La buca considerata più impegnativa è la numero 6, un par 4 di 355 metri con una marcata curva verso destra e splendide vedute panoramiche sul paesaggio circostante.

Gastronomia locale

Jávea offre anche una proposta gastronomica fortemente legata ai prodotti del territorio e alla tradizione marinara mediterranea.

Tra le specialità tipiche:

  • polpo essiccato;
  • piatti di riso ai frutti di mare;
  • gambero rosso;
  • zuppe e stufati di pesce.

Una cucina che valorizza ingredienti locali e sapori autentici della Costa Blanca.

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MAGGIORI INFORMAZIONI:

https://www.comunitatvalenciana.com

 

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Golf

I 100 anni di Villa d’Este, tra celebrazioni, gare e una grande sfida dal sapore di Ryder Cup

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Taglia il traguardo del secolo di vita uno dei più antichi e prestigiosi Circoli italiani e vara un intenso programma di eventi speciali, tra cui la “Legend’s Exhibition” con Luke Donald, José Maria Olazabal e i fratelli Edoardo e Francesco Molinari

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C’è un posto magico, ammirato, rispettato e insieme temuto da tutti i golfisti italiani (e non solo): è il Circolo Golf Villa d’Este, un gioiello inciso un secolo fa sui pendii affacciati sul Lago di Montorfano da un architetto geniale e un po’ spietato. Giocarlo è sempre un’esperienza speciale; domarlo è un’emozione; inchinarsi alla sua esigente qualità è un dovere, quando le sfide che propone dissolvono i sogni di gloria cullati sul tee della 1.

Questo bellissimo Circolo compie 100 anni, e, legittimamente, ha deciso di festeggiare e anche di raccontarsi.  Le sue sono storie che parlano di eccellenza, di unicità, di glamour ed eleganza, ma anche di agonismo al più alto livello, e di lungimiranza. 

«100 anni non sono solo un anniversario, sono una responsabilità», ha detto nella presentazione del programma di celebrazioni il presidente Antonio Munafò. «Celebrare il Centenario non significa soltanto guardare al passato con orgoglio. Significa soprattutto riconoscere il valore di una storia costruita da generazioni di soci, presidenti, dirigenti, sportivi e lavoratori, che hanno reso questo circolo uno dei luoghi più iconici del golf italiano. Il payoff che abbiamo scelto per questo anno speciale – Heritage Made Contemporary – esprime perfettamente lo spirito con cui vogliamo viverlo: custodire la tradizione, ma continuare a renderla viva nel presente e nel futuro».

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Golf e Hotel ritornano insieme

Le diciotto buche di Villa d’Este tornano alle origini. Ovvero quando, negli anni Venti, il Lago di Como affascinava aristocratici, attori, sportivi e intellettuali, con molti ospiti anglosassoni che durante la villeggiatura avrebbero volentieri giocato a golf. Ma il golf non c’era. Con una visione fuori dal comune, ne fu promotore il Grand Hotel Villa d’Este, intuendone il grande potenziale per incentivare un turismo di qualità. 

Mise dunque mano al progetto, individuando nei terreni vicino al Lago di Montorfano il posto ideale per realizzare tracciato e club house di sapore britannico e di grande fascino. Iniziò così una bellissima storia di golf e glamour. Separati più tardi nel corso del secolo, proprio in occasione del Centenario il Golf e l’Hotel tornano a camminare insieme, rilanciando la loro proposta nel segno dell’unicità che li contraddistingue entrambi. «Il Circolo di golf rappresenta un importante tassello che torna a far parte del Gruppo Villa d’Este dopo molti anni, ne siamo profondamente orgogliosi, è un’eccellenza del nostro territorio e un patrimonio di cui ci sentiamo custodi», sottolinea Giuseppe Fontana, presidente del consiglio d’amministrazione di Villa d’Este SpA. «Con il suo rientro nella sfera proprietaria di Villa d’Este, il golf vive oggi una nuova stagione di splendore: un patrimonio da valorizzare e rilanciare, con una particolare attenzione alle nuove generazioni che desiderano avvicinarsi a questo sport e al suo lifestyle».

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Gannon, l’architetto-giocatore ed ex sacerdote

A creare le diciotto, affascinanti buche di Villa d’Este fu James Peter Gannon, campione e architetto inglese (ma nato nel 1874 a Buenos Aires da genitori irlandesi), personaggio singolare quanto geniale. Ottimo giocatore, ma votatosi alla vita religiosa, era stato ordinato sacerdote cattolico a Londra nel 1901. Ma il richiamo del golf prevalse sulla vocazione: abbandonata la tonaca, si dedicò (e con successo) alle competizioni e alla progettazione in varie parti d’Europa. Capace come pochi altri di creare campi che sembrano da iscriversi nella natura, Gannon aveva già realizzato le prime quattro buche del Club Alpino di Stresa (sede della prima edizione dell’Open d’Italia nel 1925), quando la proposta di Villa d’Este lo convinse a consegnare ad altri quel progetto.

Qui si gioca sui dolci pendii di Montorfano, dove i fairway vallonati sono come “sorvegliati” da un fitto bosco di pini, castagni e betulle che entrano prepotentemente in gioco imponendo strategia e colpi ben piazzati, che rendono difficili i recuperi ma unica e imponente la scena. 

A Villa d’Este occorre qualche colpo di potenza, ma decisive sono tecnica, precisione e fantasia, che nessun miglioramento della tecnologia può surrogare. Un gioiello d’impronta britannica destinato a fare scuola, superare le mode, battere la tecnologia.

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Tradizione agonistica ad altissimo livello 

Erano internazionali le frequentazioni del Grand Hotel Villa d’Este, lo divennero anche quelle del golf: si potevano incontrare il Duca di Windsor o Re Leopoldo del Belgio, Bing Crosby e Gregory Peck. E internazionale fu da subito la vocazione delle diciotto buche. Così sfidanti da alzare l’asticella al massimo livello professionistico e amatoriale. Solo due anni dopo l’apertura arrivarono i migliori giocatori professionisti dell’epoca per l’Open d’Italia (1928), la prima di 12 edizioni. E più tardi l’invito fu per i migliori amateur continentali, chiamati a giocare gli Internazionali d’Italia (57 le edizioni maschili e 42 quelle femminili)

La sfida si era posizionata ad altissimo livello e in questo clima agonistico nacque anche la Targa d’Oro, gara nazionale che conta il numero record di 80 edizioni. Perciò nel ricco menu del Centenario, sarà celebrata l’impareggiabile storia agonistica del Club, con il ritorno degli Internazionali d’Italia (23-26 aprile) e con la Targa d’Oro (23-25 maggio), la gara nazionale più longeva d’Italia.

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La Pro Am del Centenario (8 giugno) metterà in campo professionisti e dilettanti insieme con una formula molto apprezzata. Ma il momento più alto in termini di golf ai massimi livelli sarà la Legends’ Exhibition (29 giugno), con in campo quattro straordinari campioni, iscritti nella storia della Ryder Cup moderna: Luke Donald, il capitano vincitore da una parte e dall’altra dell’Oceano, con i suoi vice capitani José Maria Olazabal, Edoardo e Francesco Molinari. Sarà un match tra di loro, ma saranno in campo anche altri giocatori del tour europeo. Non mancherà un richiamo al passato quando (13-14 maggio) The Hickory Masters proporrà un salto indietro nel tempo, un ritorno alle origini del golf con dress code d’altri tempi e bastoni d’epoca in sacca. Non ultima, la grande Festa del Centenario (20-21 giugno) riservata ai soci e a tutti coloro che al Circolo appartengono e che raccolgono il testimone del rilancio verso il futuro; due giorni intensi tra gioco, musica e convivialità.

Sul lago, eleganza senza tempo

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Storico albergo 5 stelle lusso situato a Cernobbio, sul Lago di Como, Villa d’Este rappresenta da sempre un punto di riferimento internazionale nell’hôtellerie più prestigiosa. Costruita nel 1568 e considerata uno dei più raffinati esempi di architettura del XVI secolo, trasformata in un hotel di lusso nel 1873 e immersa in un parco di 12 ettari con alberi secolari, statue storiche e fiori variopinti, Villa d’Este incarna un’eleganza senza tempo da oltre 150 anni. 

Sono 151 le camere e suite suddivise tra l’Edificio del Cardinale e il Padiglione della Regina, 4 le ville private all’interno della proprietà. Di recente è stata acquisita Villa Belinzaghi, oggetto di un completo restauro.

L’offerta culinaria, guidata dall’Executive Chef Andrea Guerini, spazia dall’elegante Veranda vista lago (per una cucina classica contemporanea, influenza italiana ma respiro internazionale) al Grill (protagonisti carni alla griglia e i grandi classici di pesce); il Ristorante Platano fonde sapori mediterranei e giapponesi; la cantina di Villa d’Este è nota per la varietà e qualità delle etichette selezionate e per il valore del suo patrimonio enologico; al Bar Canova protagonisti sono i cocktail; per un light lunch estivo, invece, il Sundeck è a bordo piscina (galleggiante sul lago). Beauty Center e Sporting Club completano la proposta wellness e sport.

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Golf

Rolex celebra la 90ª edizione del Masters Tournament

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Ad Augusta torna il primo Major dell’anno: i migliori golfisti al mondo a caccia della Green Jacket

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Ricco di storia e tradizione, il Masters Tournament è il primo dei quattro tornei Major del golf maschile. I migliori giocatori del mondo si ritroveranno in Georgia, negli Stati Uniti, percorrendo la celebre Magnolia Lane, l’ingresso iconico dell’Augusta National Golf Club, per iniziare la corsa alla prestigiosa Green Jacket.

Da giovedì 9 a domenica 12 aprile, la 90ª edizione del torneo si giocherà sui fairway circondati da azalee e sui green perfettamente curati, con il supporto di Rolex in qualità di Tournament Partner, ruolo che ricopre dal 1999.

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Scheffler e Rahm tra i protagonisti attesi

Il numero uno del mondo Scottie Scheffler è tra i Testimonial Rolex in corsa per il titolo. Il golfista statunitense, 29 anni, arriva da una stagione 2025 di altissimo livello, con la vittoria di due Major – il PGA Championship e The Open – e punta a conquistare il Masters per la terza volta dopo i successi del 2022 e del 2024.

In caso di vittoria, Scheffler entrerebbe ancora più a fondo nella storia del torneo accanto ad altri grandi Testimonial Rolex plurivincitori, tra cui Jack Nicklaus (sei titoli), Tiger Woods (cinque), Arnold Palmer (quattro) e Phil Mickelson e Gary Player (tre).

Anche Jon Rahm, vincitore nel 2023, è tra i favoriti. Lo spagnolo tornerà ad Augusta dopo aver partecipato alla tradizionale Champions Dinner del 7 aprile.

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Un torneo iconico tra tecnica e storia

Il Masters è una competizione su 72 buche che mette alla prova precisione tecnica e solidità mentale. Nel corso degli anni, i Testimonial Rolex hanno spesso firmato momenti memorabili su questo campo leggendario.

Nel 2026 si celebra anche un anniversario importante: i 40 anni dalla vittoria del 1986 di Jack Nicklaus, che a 46 anni divenne il più anziano vincitore del torneo, rimontando quattro colpi nell’ultimo giro.

Nicklaus è una figura centrale nel rapporto tra Rolex e il golf, iniziato nel 1967 con una stretta di mano tra il brand e Arnold Palmer, poi estesa anche a Gary Player. I tre, conosciuti come The Big Three, hanno contribuito a rendere il golf uno sport globale.

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I protagonisti in gara

Nicklaus e Player torneranno sul primo tee per il colpo inaugurale insieme a Tom Watson, altro Honorary Starter e leggenda Rolex.

Tra i giocatori in gara che puntano alla Green Jacket figurano anche:

  • Ludvig Åberg.
  • Matt Fitzpatrick.
  • Collin Morikawa.
  • Justin Thomas.

Tutti pronti a lasciare il segno in uno dei palcoscenici più prestigiosi del golf mondiale.

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Rolex e il golf: una partnership storica

Rolex celebra il percorso verso l’eccellenza, fatto di tappe, emozioni e traguardi. Il legame con il golf nasce nel 1967 e si fonda su valori condivisi come precisione, miglioramento continuo e rispetto della tradizione.

Oggi il marchio è al fianco dei principali tornei e competizioni internazionali, tra cui:

  • Masters Tournament.
  • PGA Championship.
  • U.S. Open.
  • The Open.
  • The Amundi Evian Championship. 
  • Ryder Cup, Presidents Cup e Solheim Cup. 

Tra i Testimonial Rolex figurano grandi campioni come Tiger Woods, Jon Rahm, Scottie Scheffler, Lydia Ko e Collin Morikawa, oltre a giovani talenti emergenti come Ludvig Åberg.

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TESTIMONIAL ROLEX CHE HANNO VINTO IL MASTERS TOURNAMENT

Arnold Palmer (1958, 1960, 1962, 1964)

Gary Player (1961, 1974, 1978)

Jack Nicklaus (1963, 1965, 1966, 1972, 1975, 1986)

Tom Watson (1977, 1981)

Bernhard Langer (1985, 1993)

Fred Couples (1992)

José María Olazábal (1994, 1999)

Tiger Woods (1997, 2001, 2002, 2005, 2019)

Phil Mickelson (2004, 2006, 2010)

Trevor Immelman (2008)

Adam Scott (2013)

Jordan Spieth (2015)

Hideki Matsuyama (2021)

Scottie Scheffler (2022, 2024)

Jon Rahm (2023)

Masters Tournaments Rolex 7

ROLEX: ECCELLENZA E INNOVAZIONE

Rolex è una manifattura svizzera indipendente con sede a Ginevra, riconosciuta a livello globale per la qualità e l’affidabilità dei suoi orologi.

I movimenti degli orologi Oyster Perpetual e Perpetual sono certificati dal COSC e successivamente testati internamente secondo standard ancora più rigorosi. La certificazione Superlative Chronometer, identificata dal sigillo verde, garantisce prestazioni di altissimo livello.

Il concetto di “Perpetual” rappresenta la filosofia del marchio, fondata dal suo creatore Hans Wilsdorf, che ha guidato innovazioni fondamentali come:

  • L’Oyster, primo orologio impermeabile (1926).
  • Il rotore Perpetual, sistema di carica automatica (1931). 

Con oltre 600 brevetti registrati, Rolex continua a progettare e produrre internamente la maggior parte dei componenti, mantenendo un controllo completo sulla qualità.

Oltre all’orologeria, il marchio è attivo nel sostegno a arte, cultura, sport, esplorazione e sostenibilità, confermando il proprio impegno verso le generazioni future.

Masters Tournaments Rolex 8

 

 

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