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Treni storici, l’Italia da riscoprire viaggiando a un’altra velocità
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1 giorno agoon
Dalle colline della Val d’Orcia agli altipiani abruzzesi, dai vigneti delle Langhe ai mercatini di Natale: gli itinerari della Fondazione FS trasformano il viaggio ferroviario in un’esperienza tra paesaggi, cultura e tradizioni.
C’è un’Italia che si scopre meglio rallentando. Un Paese fatto di piccoli borghi, stazioni dimenticate, vigneti, montagne e paesaggi che si rivelano poco alla volta, seguendo il ritmo di un treno d’altri tempi. Un modo di viaggiare nel quale il percorso diventa importante quanto la destinazione e il piacere della scoperta comincia già prima dell’arrivo.
È l’esperienza proposta dalla Fondazione FS Italiane, che attraverso il recupero di convogli storici, linee ferroviarie, musei e architetture restituisce una nuova funzione turistica a una parte significativa del patrimonio nazionale.
Le carrozze restaurate, le locomotive d’epoca e le ferrovie che attraversano territori meno frequentati diventano così protagoniste di un’offerta rivolta non soltanto agli appassionati di treni, ma anche a famiglie, viaggiatori curiosi e amanti dello slow travel, il turismo che privilegia tempi più distesi e un rapporto autentico con i luoghi visitati.
Il viaggio comincia dal finestrino
Salire su un treno storico significa entrare in un ambiente lontano da quello dei convogli contemporanei. Gli interni, i materiali, i sedili, le grandi finestre e il rumore delle ruote sui binari restituiscono il carattere di un’altra epoca.
Tra le carrozze più rappresentative figurano le Centoporte, introdotte nei primi decenni del Novecento e riconoscibili per le numerose porte laterali; le Corbellini, caratteristiche del secondo dopoguerra; e le Gran Confort, entrate in servizio negli anni Settanta sui collegamenti di maggiore prestigio.
La Fondazione FS conserva e valorizza queste testimonianze della storia ferroviaria italiana, riportandole in servizio su percorsi dedicati al turismo.
Il risultato è una proposta che supera la semplice nostalgia. Attraversare una valle, osservare una vecchia stazione o scendere in un piccolo centro per visitare un mercato locale diventa parte di un itinerario culturale e paesaggistico.
La ferrovia si trasforma così in un modo diverso di conoscere il territorio, offrendo nuove opportunità anche a località che non rientrano abitualmente nei grandi circuiti turistici.
Dalle Langhe alla Val d’Orcia, il paesaggio diventa protagonista
Tra gli itinerari più interessanti ci sono quelli che collegano il patrimonio ferroviario alle eccellenze enogastronomiche.
In Piemonte, la Ferrovia delle Langhe, Roero e Monferrato accompagna i viaggiatori attraverso colline, borghi e vigneti che raccontano alcune delle produzioni vinicole più conosciute d’Italia.
Il collegamento storico tra Torino e Canelli, realizzato anche con le carrozze Centoporte, offre l’occasione di scoprire un territorio caratterizzato dalla cultura del vino e dello spumante, con degustazioni e iniziative dedicate alle tradizioni locali.
Un altro esempio è il treno Milano-Alba, proposto in autunno in occasione della stagione del Tartufo Bianco. L’esperienza unisce il viaggio a bordo delle carrozze Gran Confort alla scoperta delle Langhe, con degustazioni e racconti dedicati al Nebbiolo e alle specialità piemontesi.
In Toscana, invece, il Treno Natura attraversa le Crete Senesi e la Val d’Orcia, tra colline coltivate, cipressi, borghi medievali e paesaggi riconosciuti dall’UNESCO.
Il territorio si presta a itinerari che abbinano il viaggio ferroviario a visite nei centri storici, passeggiate, degustazioni e appuntamenti gastronomici. Il treno non è soltanto il mezzo per raggiungere una località, ma diventa parte integrante della sua identità turistica.
La Transiberiana d’Italia e le altre ferrovie da scoprire
Tra i percorsi più spettacolari figura la cosiddetta Transiberiana d’Italia, lungo la ferrovia Sulmona-Carpinone, che attraversa le montagne dell’Abruzzo e del Molise.
Il soprannome richiama l’atmosfera dei paesaggi invernali, quando neve e boschi trasformano gli altipiani appenninici in uno scenario particolarmente suggestivo.
Da Sulmona i treni storici raggiungono località come Campo di Giove, Roccaraso e Castel di Sangro, offrendo la possibilità di scoprire borghi montani, tradizioni artigianali e specialità gastronomiche.
Nel Nord Italia, la Ferrovia delle Meraviglie collega il Piemonte alla zona di confine con la Francia, lungo il suggestivo percorso tra Cuneo, Tenda e la Valle Roya, tra viadotti, gallerie e panorami alpini.
Nelle Marche, la Ferrovia Subappennina Italica permette di avvicinarsi ai paesaggi dell’Appennino e a località come Fabriano e Genga, nei pressi delle celebri Grotte di Frasassi.
In Sicilia, i convogli storici conducono invece alla scoperta dell’area archeologica della Valle dei Templi di Agrigento, combinando l’esperienza ferroviaria con uno dei patrimoni culturali più importanti dell’isola.
Ogni itinerario interpreta una parte diversa dell’Italia, mostrando come il turismo ferroviario possa favorire la conoscenza di territori meno visitati e valorizzare le destinazioni lungo il percorso.

Transiberiana d’Italia: il viadotto tra Abruzzo e Molise.
Il Sebino Express, tra Franciacorta e Lago d’Iseo
Un esempio particolarmente interessante in Lombardia è il Sebino Express, che collega Milano all’area del Lago d’Iseo percorrendo la ferrovia storica tra Palazzolo sull’Oglio e Paratico-Sarnico.
Il viaggio attraversa un territorio che unisce la campagna lombarda, le colline della Franciacorta, il fiume Oglio e i paesaggi lacustri.
Una volta arrivati a destinazione, i passeggeri possono proseguire alla scoperta dei borghi, delle passeggiate sul lago e delle tradizioni locali.
Il collegamento restituisce inoltre visibilità a una linea ferroviaria che in passato svolgeva un’importante funzione per il trasporto delle merci, collegandosi anche al sistema delle chiatte impiegate sul Sebino.
È un esempio di come un’infrastruttura storica possa diventare una risorsa per il turismo contemporaneo, creando nuove occasioni di visita e distribuendo i flussi verso centri più piccoli.
Itinerari d’Autore, il turismo diventa esperienza completa
Per rafforzare questa filosofia, la Fondazione FS e FS Treni Turistici Italiani hanno sviluppato il format Itinerari d’Autore, una proposta che integra viaggio, paesaggio, servizi di bordo e scoperta delle eccellenze territoriali.
Non si tratta soltanto di acquistare un biglietto ferroviario. L’esperienza può comprendere degustazioni, masterclass, visite culturali e attività organizzate con gli operatori locali.
Tra gli esempi ci sono gli itinerari nelle Langhe, dedicati al tartufo e ai vini piemontesi, e i collegamenti verso Canelli, con iniziative legate alla tradizione spumantistica dell’Alta Langa e del Monferrato.
Il coinvolgimento di enti turistici, consorzi, produttori e istituzioni culturali permette di costruire un’offerta che prosegue anche dopo la discesa dal treno.
Per agenzie di viaggi e tour operator, questa impostazione apre possibilità interessanti: pacchetti dedicati a piccoli gruppi, viaggi enogastronomici, proposte per famiglie, itinerari culturali e soggiorni che combinano diverse località.
Anche il mercato bleisure può trovare spunti in questa formula, soprattutto quando un viaggio di lavoro viene prolungato per conoscere le destinazioni e le loro tradizioni.
Da Milano a Roma, i tesori nascosti nelle grandi stazioni
Il patrimonio ferroviario italiano non si esaurisce nei treni e nelle linee recuperate.
La Fondazione FS valorizza anche le Sale Storiche, Reali e Presidenziali, ambienti spesso poco conosciuti, costruiti per accogliere sovrani, capi di Stato e personalità illustri.
A Milano Centrale si trova il Padiglione Reale, uno degli spazi più rappresentativi dell’architettura monumentale della stazione. A Torino Porta Nuova la Sala Gonin conserva una ricca decorazione pittorica, mentre Roma Ostiense custodisce la Sala Presidenziale.
Altri ambienti storici si trovano a Firenze, Monza, Montecatini Terme e Taormina-Giardini.
Realizzate tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, queste sale permettono di leggere l’evoluzione del viaggio ferroviario attraverso architettura, design e arti decorative.
Possono diventare tappe di itinerari tematici dedicati alle residenze storiche, al patrimonio monumentale e alla storia del costume italiano, secondo le modalità di accesso e visita previste.
Pietrarsa, dove è cominciata la storia ferroviaria italiana
Tra i luoghi simbolo della memoria ferroviaria spicca il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, situato tra Napoli e Portici, affacciato sul Golfo di Napoli e dominato dal profilo del Vesuvio.
Il museo occupa gli antichi stabilimenti ferroviari borbonici sorti nelle vicinanze del primo collegamento ferroviario italiano, inaugurato il 3 ottobre 1839 tra Napoli e Portici.
Il complesso si estende su circa 36.000 metri quadrati e conserva oltre 55 rotabili storici, tra locomotive a vapore, mezzi elettrici, carrozze e altre testimonianze dell’evoluzione del trasporto ferroviario.
La visita attraversa oltre un secolo di storia industriale e tecnologica, all’interno di grandi padiglioni che conservano il carattere delle antiche officine.
Pietrarsa si presta a essere inserito in un soggiorno a Napoli o in un itinerario culturale più ampio in Campania. In alcune date è possibile raggiungerlo anche con il Pietrarsa Express, un collegamento storico che rende speciale già il percorso di avvicinamento al museo.

Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa: la locomotiva Bayard.
Dal design dell’Arlecchino alle locomotive a vapore
Tra i mezzi più significativi recuperati dalla Fondazione FS figura l’ETR 252 Arlecchino, elettrotreno costruito da Breda in occasione dei Giochi Olimpici di Roma del 1960.
Con il suo design elegante e gli interni caratteristici, rappresenta una testimonianza dell’innovazione ferroviaria italiana del secondo dopoguerra.
Accanto a questi mezzi più recenti, le locomotive a vapore conservano un fascino particolare. Non sono soltanto testimonianze tecniche, ma evocano un’epoca in cui le ferrovie hanno contribuito a trasformare mobilità, economia e rapporti tra territori.
Il recupero dei convogli richiede interventi di restauro, manutenzione e conservazione delle competenze specialistiche, permettendo di tramandare conoscenze che altrimenti rischierebbero di andare perdute.
Il patrimonio storico torna così a vivere, non soltanto come oggetto da museo, ma anche come esperienza di viaggio aperta al pubblico.
Natale sui binari, i treni storici verso i mercatini
L’inverno rappresenta uno dei periodi più suggestivi per viaggiare a bordo dei convogli d’epoca. La Fondazione FS e gli operatori ferroviari turistici propongono collegamenti speciali verso mercatini natalizi, borghi di montagna e città illuminate.
Il 6 dicembre 2026 è previsto un treno storico da Milano Centrale a Trento, con locomotiva elettrica e carrozze degli anni Cinquanta e Sessanta. Il percorso permette di raggiungere i tradizionali mercatini del capoluogo trentino trasformando l’andata e il ritorno in parte dell’esperienza.
Il Merano Express propone invece collegamenti da Milano verso l’Alto Adige, con appuntamenti programmati per l’8 e il 20 dicembre, tra paesaggi alpini e atmosfere natalizie.
In Abruzzo tornano i convogli storici da Sulmona verso Campo di Giove e Roccaraso, soprattutto nei fine settimana e durante le festività.
Tra le altre proposte figura l’Espresso Natale, con partenze da Roma verso Arezzo in alcune date di dicembre. La città toscana offre mercatini, appuntamenti culturali e percorsi a piedi tra il centro storico e Piazza Grande.
A Pietrarsa, infine, il Natale entra direttamente negli spazi del museo, dove i mercatini e le iniziative stagionali affiancano la collezione ferroviaria e valorizzano il complesso museale.
Per questi collegamenti è consigliabile controllare il calendario ufficiale, perché disponibilità dei posti, composizione dei convogli e programmi possono variare da una data all’altra.
Il patrimonio ferroviario incontra le nuove tecnologie
Se il fascino dei treni storici nasce dal passato, una parte importante del lavoro della Fondazione FS guarda alle nuove forme di divulgazione.
L’obiettivo è rendere il patrimonio ferroviario accessibile anche a chi non partecipa direttamente a un viaggio, attraverso archivi digitali, audioguide, podcast e contenuti multimediali.
L’app Fondazione FS Italiane, disponibile per dispositivi mobili, propone strumenti di approfondimento come podcast geolocalizzati, percorsi audio e visite virtuali, utili prima, durante e dopo l’esperienza di viaggio.
Un esempio dell’incontro tra memoria e innovazione arriva da Roma, dove il progetto Termini Escape utilizza la mixed reality, una tecnologia che combina ambienti fisici e ricostruzioni digitali tridimensionali.
Ospitata presso Palazzo Massimo, sede del Museo Nazionale Romano, l’esperienza conduce i visitatori attraverso quasi duemila anni di trasformazioni dell’area della stazione Termini, dalle Terme di Diocleziano alla città contemporanea.
L’iniziativa, inaugurata nell’estate 2026, è stata prorogata fino al 7 gennaio 2027.
È un esempio di come la storia ferroviaria possa essere raccontata attraverso linguaggi diversi, coinvolgendo anche i visitatori più giovani e gli appassionati di nuove tecnologie.

Treno storico a vapore con carrozze Centoporte, in Sardegna.
Un libro per scoprire le ferrovie turistiche italiane
Il patrimonio recuperato dalla Fondazione FS è anche protagonista di una nuova pubblicazione dedicata al turismo ferroviario.
Si intitola “Dove comincia il viaggio. Paesaggi e culture lungo le ferrovie turistiche d’Italia”, il volume pubblicato da EDT con la consulenza tecnico-scientifica della Fondazione FS Italiane, annunciato per novembre 2026.
Il libro racconta le 13 ferrovie turistiche del progetto Binari senza Tempo, accompagnando il lettore tra paesaggi, storia, borghi e tradizioni locali.
Dalle montagne abruzzesi alla Val d’Orcia, dalla Franciacorta ai territori della Sicilia, ogni linea diventa un possibile itinerario di scoperta.
L’obiettivo è offrire uno strumento utile non soltanto agli appassionati di ferrovie, ma anche ai viaggiatori e agli operatori turistici interessati a costruire percorsi originali.
Un modo per valorizzare un patrimonio che collega infrastrutture, memoria industriale e identità culturale dei territori.
La nuova opportunità del turismo ferroviario
Il turismo in treno storico risponde a una domanda crescente di esperienze autentiche, capaci di unire cultura, paesaggio e scoperta.
L’interesse non è rivolto soltanto alla destinazione finale. Conta il tempo trascorso a bordo, la possibilità di osservare lentamente ciò che cambia oltre il finestrino e l’occasione di conoscere territori che spesso rimangono fuori dalle rotte più frequentate.
Per le comunità locali, queste iniziative possono diventare strumenti di promozione e nuove opportunità economiche. Per agenzie e tour operator rappresentano una base sulla quale costruire prodotti turistici differenziati, legati alla stagionalità, alla gastronomia e al patrimonio culturale.
La ferrovia storica diventa così una destinazione in movimento, capace di unire passato e presente, conservazione e innovazione, grandi città e piccoli borghi.
Un’esperienza che ricorda come, qualche volta, la parte più bella di un viaggio non sia il luogo in cui si arriva, ma tutto quello che si scopre lungo la strada.
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Viaggi
Foliage: sette destinazioni spettacolari per ammirare i colori dell’autunno
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2 settimane agoon
22/10/2026
Dall’Italia al Giappone, dal Vermont alle Highlands scozzesi: boschi, montagne e paesaggi che si trasformano tra ottobre e novembre.
L’autunno è una delle stagioni più suggestive per viaggiare alla scoperta della natura. Il foliage, il fenomeno che trasforma il colore delle foglie prima della loro caduta, regala scenari spettacolari in alcune delle destinazioni più belle del mondo. Dai boschi dell’Appennino alle Dolomiti, dalle grandi foreste del Nord America ai templi giapponesi, ecco sette luoghi da scoprire tra passeggiate, itinerari panoramici e paesaggi da fotografare.
Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi (Italia)
Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, situato tra la Toscana e l’Emilia-Romagna, è considerato uno dei luoghi più spettacolari d’Italia per l’osservazione del foliage. Questa immensa area protetta vanta una biodiversità forestale straordinaria, con una presenza massiccia di faggi, castagni, aceri e querce che coprono i crinali appenninici. Durante i mesi di ottobre e novembre, i fitti boschi si trasformano in una vera e propria tavolozza di colori, che sfumano dal giallo dorato al rosso acceso, fino alle tonalità calde del marrone terra. Camminare lungo i sentieri storici che conducono a luoghi mistici come l’Eremo di Camaldoli o il Santuario della Verna amplifica la sensazione di pace e connessione con la natura. La nebbia mattutina che si solleva dalle vallate crea un’atmosfera ovattata e quasi fiabesca, rendendo ogni scorcio fotografico unico nel suo genere. Le faggete vetuste del parco, recentemente entrate a far parte del patrimonio mondiale UNESCO, offrono lo spettacolo più intenso grazie alla maestosità degli alberi secolari. Esplorare questa zona a piedi o in mountain bike permette di apprezzare il silenzio profondo interrotto solo dal fruscio delle foglie secche sotto i piedi. Molti borghi limitrofi organizzano sagre autunnali dedicate ai prodotti del sottobosco, unendo il piacere visivo a quello culinario. Per gli appassionati di fotografia paesaggistica, i punti panoramici come il Monte Penna offrono una vista sconfinata sull’intera vallata infuocata dai colori autunnali. Si tratta di un’esperienza accessibile a tutti, grazie a una rete di sentieri ben segnalati e di varia difficoltà.

Il foliage nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, tra Toscana ed Emilia-Romagna.
Val di Funes (Italia)
La Val di Funes, incastonata nel cuore del Trentino-Alto Adige e dominata dalle spettacolari cime dolomitiche del Gruppo delle Odle, offre un paesaggio autunnale di rara bellezza. In questa valle alpina, il contrasto cromatico raggiunge vette poetiche grazie alla combinazione tra i prati verdeggianti, i fitti boschi di larici e la roccia pallida delle montagne. Verso la fine di ottobre, i larici iniziano a mutare colore, tingendosi di un giallo dorato così intenso da sembrare quasi luminoso sotto i raggi del sole autunnale. La celebre chiesetta di San Giovanni in Ranui, isolata in mezzo a un prato e incorniciata dagli alberi color oro e dalle guglie rocciose, diventa il simbolo indiscusso di questa stagione. Il ritmo della vita in valle rallenta vistosamente rispetto alla stagione estiva, regalando ai visitatori un’esperienza di totale tranquillità. Percorrendo il sentiero Adolf Munkel ai piedi delle Odle, si cammina immersi in un profumo di resina e foglie secche, circondati da sfumature che variano dall’arancione al bronzo. La luce radente del pomeriggio scalda il paesaggio e accentua i profili delle montagne, creando le condizioni ideali per escursioni rilassanti e sessioni fotografiche indimenticabili. La cultura locale celebra questo periodo con piatti tradizionali a base di funghi, selvaggina e castagne, perfetti per rifocillarsi dopo una giornata all’aria aperta. Soggiornare nei piccoli masi della valle permette di vivere appieno l’autentica ospitalità alpina e di svegliarsi ammirando lo spettacolo della natura che cambia veste.

I larici dorati della Val di Funes, ai piedi delle spettacolari cime delle Odle.
Vermont (Stati Uniti)
Il Vermont, situato nella regione del New England nel nord-est degli Stati Uniti, è universalmente riconosciuto come la capitale mondiale del foliage. La straordinaria concentrazione di aceri da zucchero regala una gamma di rossi infuocati, arancioni brillanti e gialli saturi che non ha eguali in nessun’altra parte del pianeta. Questo fenomeno, localmente chiamato “peeping”, attira viaggiatori da ogni angolo del globo durante le settimane centrali di ottobre. Le iconiche strade secondarie, fiancheggiate da storici ponti coperti in legno e fattorie dipinte di rosso con i loro silos, sembrano uscite direttamente da un dipinto ottocentesco. Località come Stowe, Woodstock e la spettacolare Route 100 offrono percorsi panoramici dove ogni curva riserva una nuova e sorprendente esplosione di colori. Le colline ondulate si trasformano in un mare di sfumature calde che si riflettono sui numerosi laghi alpini e corsi d’acqua della regione. Oltre alla bellezza visiva, l’autunno in Vermont è caratterizzato dal profumo del sidro di mele caldo e dalle torte alla zucca preparate nei piccoli mercati locali. Le temperature fresche e pungenti rendono le escursioni sulle Green Mountains estremamente piacevoli e rigeneranti. Molti visitatori scelgono di esplorare la zona soggiornando in storici e accoglienti bed and breakfast, dove è possibile respirare l’atmosfera autentica della campagna americana. La precisione cronologica con cui si sposta l’apice dei colori, da nord verso sud, permette di pianificare itinerari dinamici per inseguire la massima intensità del foliage.

Un caratteristico ponte coperto del Vermont, una delle destinazioni più famose del Nord America per il foliage.
Kyoto (Giappone)
A Kyoto, in Giappone, l’autunno è sinonimo di “Momijigari”, la secolare tradizione di ammirare il mutamento di colore delle foglie d’acero giapponese. A differenza dei vasti paesaggi selvaggi nordamericani, il foliage a Kyoto è un’esperienza artistica e spirituale, dove la natura si fonde armoniosamente con l’architettura dei templi buddisti e dei santuari shintoisti. Tra la metà di novembre e l’inizio di dicembre, i giardini zen millenari si accendono di tonalità rosso cremisi e arancio scuro, creando contrasti sublimi con il legno scuro dei templi e il verde del muschio. Luoghi iconici come il tempio Tofuku-ji, con il suo celebre ponte che si affaccia su una vera e propria valle di aceri, offrono panorami mozzafiato. Nel quartiere di Arashiyama, i riflessi dorati e rossi delle colline si specchiano sulle calme acque del fiume Hozu, percorribile a bordo di tradizionali imbarcazioni in legno. Molti templi, tra cui il Kiyomizu-dera e l’Eikan-do, aprono le loro porte anche di sera, offrendo spettacolari illuminazioni notturne che esaltano la silhouette degli alberi contro il cielo scuro. Camminare lungo i sentieri di pietra, mentre le sottili foglie palmate cadono lentamente al suolo, invita alla meditazione e alla contemplazione della transitorietà della vita. La cura maniacale con cui i giardinieri curano la disposizione delle piante fa sì che ogni singola prospettiva sembri studiata per comporre un quadro perfetto. L’esperienza culinaria stagionale, che include dolci a forma di foglia d’acero e piatti della cucina kaiseki, completa questo viaggio sensoriale unico.

Gli aceri rossi del tempio Tofuku-ji di Kyoto, uno degli scenari più suggestivi del momijigari giapponese.
Algonquin Provincial Park (Canada)
L’Algonquin Provincial Park, situato nell’Ontario in Canada, rappresenta l’essenza stessa della natura selvaggia canadese tinta dai colori autunnali. Con una superficie immensa dominata da foreste, fiumi e oltre duemila laghi, questo parco offre uno spettacolo di foliage maestoso e incontaminato. A partire dalla fine di settembre, gli aceri rossi e da zucchero iniziano la loro transizione cromatica, seguiti a ottobre dai pioppi e dalle betulle che aggiungono intense sfumature gialle e dorate. Il modo migliore per vivere questa esperienza è pagaiare silenziosamente in canoa lungo i canali d’acqua, osservando le sponde boscose che si riflettono speculari sulla superficie lacustre. I numerosi sentieri escursionistici, come il Centennial Ridges Trail, conducono a punti panoramici sopraelevati da cui si può ammirare una distesa infinita di alberi colorati a perdita d’occhio. Non è raro, durante queste passeggiate, avvistare la fauna locale come maestosi alci o castori operosi, che si preparano all’imminente e rigido inverno canadese. L’aria pulita e frizzante del nord amplifica la nitidezza dei colori, rendendo le giornate di sole particolarmente spettacolari per gli amanti della fotografia naturalistica. Di notte, il cielo limpido del parco, lontano dall’inquinamento luminoso, regala stellate indimenticabili che coronano giornate passate interamente immersi nella natura profonda. Algonquin incarna perfettamente il connubio tra l’avventura all’aria aperta e la contemplazione estetica di uno dei fenomeni naturali più affascinanti del mondo.

Le foreste colorate dell’Algonquin Provincial Park si riflettono nelle acque del Lake of Two Rivers, in Ontario.
Foresta Nera (Germania)
La Foresta Nera, situata nel sud-ovest della Germania, offre una versione densa e drammatica del foliage autunnale, caratterizzata da un fascino misterioso. Questa vasta regione montuosa deve il suo nome alla fitta presenza di sempreverdi, ma la massiccia alternanza con alberi a foglie caduche come faggi, querce e aceri crea una combinazione cromatica straordinaria in autunno. Durante i mesi di ottobre e novembre, le pareti delle valli si trasformano in un mosaico dove il verde scuro degli abeti si mescola al giallo brillante e al rosso cupo delle latifoglie. Percorrere la Schwarzwaldhochstraße, una delle strade panoramiche più antiche e affascinanti della Germania, permette di attraversare paesaggi avvolti spesso da una suggestiva nebbia autunnale. Laghi glaciali come il Mummelsee o il Titisee riflettono i colori caldi della vegetazione circostante, offrendo scenari ideali per passeggiate rilassanti lungo le sponde. I piccoli villaggi tradizionali con case a graticcio, i castelli medievali arroccati e le cascate nascoste nei boschi acquistano un fascino romantico e d’altri tempi. Camminare sui tappeti di foglie che coprono i sentieri escursionistici dà la sensazione di esplorare un luogo fuori dal tempo, celebrato nei racconti e nelle fiabe dei fratelli Grimm. La stagione è ideale anche per assaporare la cucina locale nei rifugi alpini, gustando la celebre torta della Foresta Nera e piatti a base di selvaggina locale.

I boschi della Foresta Nera si trasformano in autunno, tra colori caldi e atmosfere suggestive.
Highlands (Scozia)
Le Highlands scozzesi offrono un’interpretazione del foliage completamente diversa rispetto alle grandi foreste americane o asiatiche, concentrata sulla bellezza selvaggia delle brughiere e delle valli. In autunno, l’intero paesaggio si tinge di sfumature ramate, bronzo, ocra e oro, grazie al cambiamento di colore delle felci, dell’erica e dei radi boschi di betulle e pini caledoniani. Valli leggendarie come Glencoe o il Glen Etive diventano incredibilmente suggestive quando la luce drammatica del nord illumina i pendii montuosi color ruggine, spesso rigati da cascate rigonfie di pioggia. I laghi scozzesi, o lochs, riflettono cieli mutevoli e colline infuocate, creando atmosfere di straordinaria intensità emotiva e malinconia romantica. Nella regione del Perthshire, conosciuta come la “contea dei grandi alberi”, si possono ammirare invece foreste monumentali che offrono un foliage più classico e imponente, con alberi che raggiungono altezze vertiginose. Il clima variabile dell’autunno scozzese, dove il sole si alterna rapidamente a piogge passeggere, regala arcobaleni frequenti che tagliano i paesaggi colorati, offrendo spunti fotografici spettacolari. Esplorare queste terre in macchina o a piedi permette di assaporare un senso di solitudine e libertà assoluta, interrotto solo dal passaggio di cervi reali. Al termine di una giornata passata tra i venti autunnali, non c’è niente di meglio che rifugiarsi in un pub tradizionale davanti a un camino acceso, degustando un bicchiere di whisky locale.

I riflessi autunnali del Glencoe Lochan, nelle Highlands scozzesi, tra boschi, acqua e montagne.
Viaggi
Tutti a Mauritius con Beachcomber e il Golf Club Castello di Tolcinasco
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2 mesi agoon
11/09/2026
Per la Coppa Commissione Sportiva, in programma il 4 ottobre a due passi da Milano, c’erano in palio ambitissimi premi.
Il golf rappresenta un altro filo conduttore dell’offerta Beachcomber a Mauritius. Trou aux Biches Beachcomber garantisce accesso privilegiato a due campi da 18 buche par 72: il Paradis Golf Club e il Mont Choisy Le Golf, raggiungibile anche con servizio navetta gratuito dal resort.
Sulla penisola di Le Morne, invece, il Paradis Beachcomber Golf Resort & SPA dispone di un campo professionale direttamente all’interno della proprietà e di una Golf Academy, mentre il vicino Dinarobin Beachcomber offre ai suoi ospiti accesso privilegiato allo stesso percorso.
Tutto questo in palio per i vincitori del torneo in programma il 4 ottobre al Golf Club Castello di Tolcinasco, a due passi da Milano.
La gara si è poi disputata con grande successo, registrando una straordinaria partecipazione con 116 giocatori in gara. Durante la giornata, ai golfisti presenti al Circolo è stata inoltre distribuita la nuova brochure Beachcomber.
Non sono mancati i momenti speciali legati ai premi messi in palio da Beachcomber Hotels: ad aggiudicarsi i due prestigiosi soggiorni sono stati Mauro Rizzato, vincitore del soggiorno presso il Paradis Beachcomber Golf Resort & SPA, e Cristina Falcone, vincitrice del soggiorno presso il Trou Aux Biches Beachcomber Golf Resort & SPA.

Trou aux Biches Beachcomber: una leggenda mauriziana pronta a riaprire
Dopo quattro mesi di restyling, Trou aux Biches Beachcomber Golf Resort & SPA riaprirà il 15 ottobre 2026, celebrando in grande stile il suo 55° anniversario. Il resort, da sempre considerato una delle icone dell’ospitalità mauriziana, torna con un progetto di rinnovamento pensato per rafforzarne l’identità senza tradirne l’anima: eleganza tropicale, legame con la destinazione, attenzione all’ambiente e valorizzazione dell’esperienza di soggiorno.
Situato sulla costa protetta a nord-ovest di Mauritius, vicino al vivace villaggio di Grand Baie e non lontano dal campo 18 buche di Mont Choisy Le Golf, Trou aux Biches Beachcomber è uno dei 5 stelle lusso più amati del Gruppo Beachcomber Resorts & Hotels. La sua immagine resta quella di una vacanza tropicale da manuale: una spiaggia bianca a mezzaluna, una laguna dalle sfumature turchesi, giardini rigogliosi, suite e ville immerse nella natura o affacciate sul mare, tramonti che rappresentano da sempre uno dei tratti più riconoscibili del resort.
Il restyling non è stato solo estetico. Il progetto ha infatti incluso anche un intervento di ripascimento della spiaggia, realizzato con tecnologie green e con l’obiettivo di rafforzare la resilienza del litorale nel lungo periodo. Una scelta coerente con la filosofia sostenibile di Beachcomber, che punta a conciliare qualità dell’esperienza, tutela ambientale e futuro della destinazione.

Suite, design e nuova eleganza tropicale
Il rinnovamento ha interessato in modo particolare le Beachfront Suite, le Beachfront Senior Suite con piscina, le Tropical Junior Suite e le Family Suite. Il nuovo design valorizza la luce naturale e interpreta l’anima tropicale del resort in chiave contemporanea, con atmosfere morbide, colori caldi e materiali capaci di dialogare con il paesaggio.
Gli interni puntano su arredi di ispirazione vintage, tessuti con motivi tropicali rivisitati, opere d’arte di artisti locali e dettagli decorativi che richiamano momenti di vita mauriziana. Le terrazze e le verande diventano spazi privilegiati per vivere il rapporto con il mare, i giardini e la natura circostante.
Il resort conta 333 tra Suite e Ville, pensate per coppie, famiglie, gruppi di amici e anche gruppi aziendali.
L’offerta comprende sei ristoranti, un’ampia scelta di attività sportive di terra e di mare, una delle SPA più scenografiche dell’isola, un centro sportivo moderno, servizi per famiglie, Kids Club, Teens Club, biberoneria e baby-sitting gratuito in alcune fasce della giornata.

L’Oasis, La Caravelle e Il Corallo: il mondo nel piatto
Uno dei punti centrali della ristrutturazione è il ristorante L’Oasis, cuore gastronomico del resort e luogo di incontro durante tutta la giornata. Affacciato sulla piscina e sulla laguna, il ristorante principale a buffet è stato ripensato per ampliare la capacità fino a 450 coperti, di cui 100 all’aperto, con una nuova organizzazione degli spazi interni ed esterni.
Il progetto valorizza materiali naturali come corda e rattan, tonalità calde, ceramiche e legno. Le aree buffet, fredde e calde, sono state completamente ridisegnate, mentre al centro del ristorante domina una grande installazione a forma di nido, con un mosaico che riproduce la rosa dei venti e sale verso il lucernario: un dettaglio pensato per raccontare l’idea di rifugio tropicale.
Di fronte a L’Oasis nasce anche un nuovo Corner Gourmet, con caffè, crêpes, piccole delicatessen e proposte per chi desidera una colazione tardiva o una pausa dolce e salata durante la giornata. Anche il bar è stato rinnovato con arredi leggeri, salotti e poltrone in rattan, drink signature e intrattenimento serale tra DJ set e spettacoli tradizionali.
Il restyling ha coinvolto anche La Caravelle, ristorante gourmet internazionale, e Il Corallo, ristorante italiano-mediterraneo, entrambi con vista sul mare. La Caravelle si ispira all’universo marino, con ceramiche e tessuti dai contrasti cromatici, mentre Il Corallo richiama l’atmosfera delle trattorie italiane attraverso materiali naturali, rattan, pietra e una palette mediterranea.
Boutique, café corner e nuovo General Manager
Tra le novità figura anche la nuova Beachcomber Boutique, trasformata in uno spazio vintage-chic e in un vero concept store. Non solo shopping, quindi, ma anche un luogo dove fermarsi per degustare tè selezionati da Beachcomber, caffè, prodotti gourmet e una limited edition di biscotti, acquistabili anche come ricordo del soggiorno.
Il 55° anniversario coincide anche con l’arrivo del nuovo General Manager Kervyn Rayeroux, in Beachcomber Resorts & Hotels dal 1992. Il suo percorso è iniziato come Guest Relations Officer allo Shandrani Beachcomber, per poi attraversare numerosi ruoli operativi e manageriali. «È un grandissimo onore e un vero motivo di orgoglio essere il nuovo General Manager di Trou aux Biches Beachcomber, una vera istituzione e icona dell’ospitalità mauriziana», ha dichiarato Rayeroux, sottolineando la gratitudine verso il Gruppo e la volontà di aprire un nuovo capitolo nella storia del resort.

Le Morne Peninsula Concept: due resort, un’unica destinazione
Accanto al rilancio di Trou aux Biches, Beachcomber valorizza anche il Le Morne Peninsula Concept, che unisce due 5 stelle lusso “vicini di casa” sulla spettacolare penisola di Le Morne: Dinarobin Beachcomber Golf Resort & SPA e Paradis Beachcomber Golf Resort & SPA.
La penisola, dominata dalla montagna di Le Morne, sito Patrimonio mondiale dell’Unesco, e affacciata su una spiaggia lunga 8 chilometri, è una delle location più scenografiche di Mauritius. Il concept consente agli ospiti di un resort di accedere anche ai servizi dell’altro, creando un’esperienza integrata e molto ampia.
Il Dinarobin Beachcomber si distingue per un’atmosfera più rilassata, raffinata e zen, mentre il Paradis Beachcomber ha un carattere più dinamico, ideale per chi cerca una vacanza active tra sport, mare e lifestyle tropicale. Insieme offrono 8 ristoranti, attività sportive di terra e mare, campo da golf 18 buche, Kitesurf Academy al Dinarobin, due SPA, ville fronte mare e servizi condivisi. Entrambi hanno ottenuto la certificazione green Earth Check Gold.

Dinarobin Beachcomber: 25 anni di eleganza tropicale
Il Dinarobin Beachcomber celebra nel 2026 il suo 25° anniversario. Protetto alle spalle dalla montagna di Le Morne e affacciato su una delle lagune più belle di Mauritius, il resort è diventato nel tempo un simbolo di eleganza tropicale, benessere e ospitalità discreta.
I suoi 20 ettari di giardini, le piscine in ardesia, la lunga spiaggia corallina, la SPA Beachcomber e il campo da golf con vista su Le Morne costruiscono un’esperienza pensata per rigenerare corpo e mente. Il Dinarobin è un hotel di sole suite, con alcune aree adults-only nelle Zen Suite, e condivide con il Paradis Beachcomber la proposta gastronomica e molte attività.
Il compleanno ufficiale sarà celebrato il 21 dicembre con una cena speciale al ristorante L’Harmonie, ispirata al tema “Le mille e una notte”. Il nome Dinarobin richiama infatti Dina Arobi, uno dei primi nomi conosciuti dell’isola, attribuito dai navigatori arabi nel XV secolo e legato a un’idea di prosperità e abbondanza.
Il 2026 ha portato anche un importante riconoscimento: il Dinarobin Beachcomber è stato inserito tra i migliori hotel al mondo nella classifica Tripadvisor Best of the Best 2026, classificandosi al 19° posto e risultando l’unica struttura di Mauritius presente nella selezione.

Anniversario, ospitalità e persone al centro
Per festeggiare i 25 anni, il Dinarobin Beachcomber ha previsto una serie di attenzioni dedicate agli ospiti.
Tra queste, due cocktail signature: il Silver Horizon, analcolico a base di infuso di citronella e zenzero, succo d’ananas, miele e limone, e l’Imperial Jubilee, con succo di litchi, sciroppo di rose e champagne. Anche la pasticceria celebra l’anniversario con un dessert dedicato: due profiteroles croccanti ripieni di gelato alla pralina rosa e serviti con salsa al cioccolato bianco.
Un ruolo centrale spetta anche agli Artigiani Beachcomber, come il Gruppo chiama i propri collaboratori. L’anniversario diventa così un’occasione per valorizzare chi ha contribuito alla crescita del resort, anche attraverso iniziative interne, cerimonie di premiazione, attività di condivisione e un documentario dedicato a 25 anni di storie umane.
Tra queste figure spicca Patricia Parsooramen-Auffray, Hotel Manager del Dinarobin Beachcomber, che ha iniziato il suo percorso nel Gruppo come receptionist al Paradis Beachcomber e nel 2001 ha partecipato all’apertura del Dinarobin come Front Office Manager. Dopo diversi ruoli di responsabilità è stata nominata Hotel Manager nel 2022. La sua storia è uno degli esempi della continuità professionale e umana che Beachcomber considera parte integrante della propria identità.


SPA, benessere e trasmissione del savoir-faire
Per l’anniversario, anche la Beachcomber SPA del Dinarobin propone un rituale speciale, 25 Years of Care, pensato per trasformare il tempo in un elemento rigenerante. Il percorso comprende esperienze come 25 Breaths, dedicata alla respirazione e alla mente, Moment 25, con esfoliazione, massaggio e trattamento viso, ed Eternity 25, pausa immersiva con respirazione guidata e massaggio.
Il benessere si completa con yoga al tramonto, trattamenti personalizzati e percorsi dedicati al relax profondo, in linea con l’atmosfera zen del resort.
L’anniversario diventa anche un’occasione per rafforzare la trasmissione del sapere interno. Il progetto Pass the Skill invita ogni settimana un Artigiano a condividere con un collega il proprio ruolo e il proprio know-how, mostrando il dietro le quinte della vita quotidiana del resort. Un modo per consolidare lo spirito di squadra e valorizzare un patrimonio di ospitalità che accompagna Beachcomber dal 1952.
Tra Trou aux Biches, Dinarobin e Paradis, Beachcomber conferma così una visione dell’ospitalità mauriziana fondata su paesaggio, eleganza, sostenibilità, benessere e cultura del servizio. Non solo resort di lusso, ma luoghi capaci di trasformare il soggiorno in un’esperienza di appartenenza, memoria e scoperta.
Viaggi
Marrakech, Marocco: eventi, tradizioni e grandi appuntamenti da vivere in primavera
Published
7 mesi agoon
02/04/2026By
La Redazione
Dalla festa dei fiori d’arancio ai festival culturali e sportivi: la stagione ideale per scoprire la città e i suoi dintorni.
La primavera è uno dei momenti migliori per visitare Marrakech, quando la città si anima tra profumi, colori ed eventi che raccontano l’anima più autentica del Marocco. È il periodo in cui si possono vivere riti tradizionali come la distillazione dei fiori d’arancio, ma anche partecipare a manifestazioni sportive e culturali di respiro internazionale.
Tra medina, montagne e vallate, la stagione offre un calendario ricco di appuntamenti che uniscono tradizione, sport e creatività contemporanea, permettendo di immergersi in quella particolare atmosfera di vitalità e benessere che i locali chiamano bahja, la gioia di vivere.
RITI ANTICHI E SPORT INTERNAZIONALI: LA ZAHRIA E IL TENNIS SULLA TERRA ROSSA
Fino al 12 aprile Marrakech celebra la Zahria, una festa tradizionale dedicata ai fiori d’arancio. Questo evento, riconosciuto come patrimonio culturale immateriale del Marocco, ruota attorno al rituale della distillazione dell’acqua di zagara. Le attività si distribuiscono in diversi luoghi simbolo della città, tra cui Piazza Jemaa el-Fna, musei e giardini storici, con workshop e incontri che valorizzano un sapere tramandato soprattutto dalle donne.
Negli stessi giorni la città diventa anche palcoscenico sportivo con il torneo ATP 250 di Marrakech, in programma dal 30 marzo al 5 aprile. Si tratta dell’unica tappa africana del circuito tennistico ATP, disputata sui campi in terra rossa del Royal Tennis Club. Il torneo richiama specialisti della superficie e giocatori in preparazione ai grandi eventi europei, offrendo anche sessioni aperte al pubblico e iniziative dedicate allo sviluppo del tennis nel continente.
A metà aprile, il focus si sposta sulla natura con l’High Atlas Ultra Trail (18-19 aprile), una gara di trail running che attraversa i paesaggi spettacolari dell’Alto Atlante. Con percorsi dai 10 ai 120 chilometri, l’evento è aperto sia ad atleti esperti sia a principianti e rappresenta un’occasione per esplorare villaggi, montagne e parchi naturali della regione.

CULTURA, TRADIZIONI E GRANDI FESTIVAL: LETTERATURA, ROSE E MODA MAROCCHINA
Dal 23 al 25 aprile Marrakech ospita il Festival del Libro Africano, appuntamento internazionale dedicato alla letteratura contemporanea del continente e delle sue diaspore. Il tema di questa edizione invita a immaginare nuovi scenari culturali e sociali, con incontri tra autori, intellettuali e artisti provenienti da Africa, Europa e Caraibi.
Con l’arrivo di maggio, la scena si sposta anche fuori città. Nella valle di Kelaat M’Gouna, a circa cinque ore da Marrakech, si tiene il celebre Festival delle Rose. Durante la fioritura, la valle si colora di rosa e si anima con sfilate, musica e mercati dedicati ai prodotti locali come acqua di rose, oli e cosmetici. Ogni anno vengono raccolte circa mille tonnellate di fiori, parte dei quali destinati alla distillazione.
Sempre a maggio, dal 7 al 10, Marrakech diventa capitale della moda con la Caftan Week, evento dedicato all’evoluzione del caftano marocchino. L’edizione attuale, ispirata al tema “Nefès El Atlas”, rende omaggio alle tradizioni artigianali delle montagne dell’Atlante, reinterpretate in chiave contemporanea attraverso sfilate, incontri e presentazioni.
Viaggi
Malta punta sui viaggiatori curiosi con “Explore the Unexplored”
Published
8 mesi agoon
19/03/2026By
La Redazione
La nuova strategia di Visit Malta invita a scoprire l’arcipelago oltre i percorsi turistici tradizionali.
Malta vuole raccontarsi in modo diverso. Con il progetto “Explore the Unexplored”, presentato da Visit Malta Italia, l’arcipelago punta a ridefinire il proprio posizionamento turistico, proponendosi non solo come meta da visitare ma come destinazione da esplorare con uno sguardo nuovo.
L’iniziativa nasce per intercettare il viaggiatore contemporaneo, sempre più interessato a esperienze autentiche, ritmi lenti e itinerari meno convenzionali.

CINQUE CHIAVI DI LETTURA PER SCOPRIRE L’ARCIPELAGO
La nuova narrazione turistica si articola attraverso cinque filoni tematici, pensati per raccontare le diverse identità delle isole.
- Unseen Heritage approfondisce il patrimonio storico da prospettive meno tradizionali.
- Unexpected Vibes esplora il lato creativo e contemporaneo dell’arcipelago.
- Unforeseen Energy mette al centro benessere e natura.
- Undiscovered Flavours valorizza la gastronomia locale tra tradizione e innovazione.
- Unbelievable Escapes propone Malta come luogo di evasione e rigenerazione.
PODCAST E GUIDA ESPERIENZIALE
Per accompagnare questa nuova visione, Visit Malta ha sviluppato un ecosistema di contenuti digitali e cartacei.
Tra le novità:
- Un booklet esperienziale, disponibile sia in formato cartaceo sia digitale.
- Sei podcast tematici, in cui il team di VisitMalta Italia racconta l’arcipelago attraverso storie, luoghi e suggestioni.
L’obiettivo è trasformare la destinazione in un racconto diretto e immersivo, utile sia ai turisti sia agli operatori del settore.
IL RUOLO CENTRALE DELLE AGENZIE DI VIAGGIO
Il progetto non si rivolge solo al pubblico finale. “Explore the Unexplored” vuole essere anche uno strumento operativo per il trade turistico.
Come spiega Ester Tamasi, direttore Italia di Malta Tourism Authority, «il rapporto con il trade rimane un pilastro fondamentale per raccontare l’evoluzione dell’incoming turistico degli ultimi venti anni».
Nel 2026 Visit Malta organizzerà tre fam trip dedicati agli agenti di viaggio, con percorsi tematici distribuiti durante l’anno:
- Outdoor & Green (aprile): itinerari nella natura.
- Cultura e tradizione (settembre): artigianato e feste popolari.
- Rinnovamento urbano (dicembre): architettura contemporanea e riqualificazione industriale.
«Malta non si visita, si attraversa nel tempo – continua Tamasi. – C’è una grande voglia di investire e cercare nuovi stimoli. L’arcipelago ha la capacità rara di offrire sempre nuove opportunità di crescita».
IL COINVOLGIMENTO DELLA COMMUNITY
La promozione passa anche dai social. Visit Malta ha selezionato nove micro-influencer, ribattezzati Malta Explorers, che racconteranno le isole attraverso viaggi in tempo reale.
A questi si affianca il Creator Award, iniziativa aperta a tutti i viaggiatori. Chi visita Malta potrà condividere contenuti con l’hashtag #MaltaUnexplored e partecipare a un concorso creativo raccontando la propria esperienza con un testo di circa quaranta righe.
MARKETING ESPERIENZIALE E NUOVI PUBBLICI
La campagna include anche attività offline, come workshop esperienziali dedicati ai prodotti locali – ad esempio la creazione di sali da bagno maltesi – e iniziative digitali interattive, tra cui giochi online pensati per coinvolgere la community.
Con una superficie di appena 316 km², Malta continua così a dimostrare che anche una destinazione compatta può offrire esperienze sempre nuove, a patto di cambiare prospettiva e ritmo di viaggio.
Viaggi
Il giro del mondo in crociera: prenotare un sogno!
Published
9 mesi agoon
01/02/2026By
La Redazione
Partita da Genova il 5 gennaio, la World Cruise più lunga mai realizzata da MSC Crociere attraversa oceani, culture e latitudini per 132 giorni.
È salpata il 5 gennaio da Genova la World Cruise più lunga mai realizzata, firmata da MSC Crociere, un viaggio che supera i confini tradizionali della crocieristica e si avvicina sempre più all’idea di spedizione moderna, trasformando la navigazione in una vera esperienza di esplorazione globale. Si tratta della settima edizione della MSC World Cruise, ma anche della più ambiziosa: 132 giorni di navigazione, circa 10 in più rispetto alle precedenti, per un itinerario che tocca 46 destinazioni in 33 Paesi.

A solcare i mari è MSC Magnifica, nave pensata per le lunghe percorrenze e condotta dal comandante italiano Pietro Sarcinella, chiamato a guidare un viaggio di oltre 40mila miglia nautiche, pari a circa 74mila chilometri. Una distanza che, come sottolineano dalla compagnia, equivale a quasi due volte la circonferenza terrestre. A bordo, 2.300 ospiti provenienti da 60 nazionalità diverse, un microcosmo internazionale che rende il viaggio non solo geografico, ma anche culturale.
«Il 5 gennaio è ormai diventato un appuntamento fisso per noi», ha spiegato Fabio Candiani, direttore vendite di MSC Crociere. «Ma quest’anno il viaggio assume un significato ancora più profondo: la nave percorrerà una distanza quasi doppia rispetto alla circonferenza del pianeta. È come compiere quasi due giri del mondo in un’unica esperienza». Una dichiarazione che restituisce il senso di un progetto costruito per chi non cerca una semplice vacanza, ma un tempo lungo da dedicare all’esplorazione.

UN ITINERARIO COSTRUITO COME UN RACCONTO GLOBALE
Dopo la partenza da Genova, le prime tappe a Marsiglia e Barcellona introducono gradualmente alla dimensione oceanica del viaggio. Superate le Colonne d’Ercole, MSC Magnifica fa scalo a Funchal, preludio all’ingresso nell’Atlantico e alla discesa verso i Caraibi meridionali, con soste alle Barbados, in Colombia e in Costa Rica, prima dell’attraversamento del Canale di Panama, uno dei passaggi simbolicamente più forti dell’intero itinerario.
Nel Pacifico, la rotta risale lungo la costa centroamericana e messicana, toccando Guatemala e Messico, fino a raggiungere San Diego e Los Angeles, dove la navigazione incontra la dimensione urbana e cinematografica della West Coast. Da qui, la nave punta verso l’oceano aperto, facendo rotta su Hawaii, Polinesia, Samoa e Fiji, luoghi che incarnano l’idea stessa di lontananza e isolamento.
Il viaggio prosegue verso sud, tra Nuova Zelanda e Australia, con tappe a Auckland, Wellington e Sydney, prima di risalire verso l’Asia orientale. Manila introduce al Sud-Est asiatico, seguita da Taiwan e Giappone, con Tokyo come uno degli approdi più iconici dell’intera circumnavigazione. La navigazione continua poi verso la Repubblica di Corea, Shanghai e Hong Kong, grandi porte marittime dell’Asia contemporanea, per proseguire in Vietnam, Singapore e Malesia.

IL RITORNO ATTRAVERSO L’OCEANO INDIANO
La parte finale del viaggio è affidata al fascino senza tempo dell’Oceano Indiano, con soste alle Seychelles, a Mauritius e a Réunion, tra culture creole, paesaggi vulcanici e spiagge remote. Da qui, MSC Magnifica circumnaviga il Capo di Buona Speranza, facendo scalo a Città del Capo, Walvis Bay e Capo Verde, prima di rientrare gradualmente nel Mediterraneo.
Il 16 maggio, dopo oltre quattro mesi di navigazione, la nave tornerà a Genova, chiudendo un viaggio che non è solo una crociera, ma una lunga immersione nel mondo. Un’esperienza pensata per chi misura il lusso non nella velocità, ma nel tempo, nella distanza e nella profondità dello sguardo.

È POSSIBILE PRENOTARE SEGMENTI DELL’ITINERARIO
Secondo il sito ufficiale di MSC Crociere, l’itinerario è strutturato in tre segmenti principali che possono essere prenotati singolarmente, ovvero:
- Primo segmento – 5 gennaio → 5 febbraio (Genova → Los Angeles).
- Secondo segmento – 5 febbraio → 23 marzo (Los Angeles → Tokyo).
- Terzo segmento – 23 marzo → 3 maggio (Tokyo → Genova).
Non è quindi obbligatorio prenotare per tutto il giro del mondo, si può salire all’inizio di uno di questi segmenti e scendere alla fine di quel segmento specifico. Diverse agenzie online mostrano anche offerte di cabine con prezzi base indicati (per esempio, cabine balcone da circa 9.900 € a persona per il segmento Tokyo → Genova di circa 51-54 notti).

Per verificare la disponibilità residua sui due segmenti ancora in corso o futuri, nonché le tipologie di cabine eventualmente rimaste, è consigliabile rivolgersi direttamente a MSC Crociere o a un’agenzia specializzata, trattandosi di disponibilità variabile e soggetta a esaurimento.

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