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Arte & Cultura

Alison Balsom: Una Trombettista Virtuosa

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Alison Balsom

Alison Balsom, rinomata trombettista inglese, ha guadagnato fama internazionale grazie alla sua straordinaria abilità e passione per la musica. Nata il 7 ottobre 1978 a Royston, Hertfordshire, ha dimostrato fin da giovane un eccezionale talento musicale. Balsom ha perfezionato la sua arte presso la Guildhall School of Music and Drama e successivamente al Conservatorio Reale di Musica di L’Aia.

La carriera musicale di Alison

La sua carriera ha conosciuto un’ascesa impressionante, consolidando la sua reputazione come una delle trombettiste più talentuose e versatili al mondo. Il suo stile distintivo, che combina tecnica impeccabile e profonda interpretazione emotiva, ha affascinato il pubblico in tutto il globo.Alison Balsom ha ampliato il repertorio della tromba, esibendosi in una vasta gamma di generi musicali, dalla musica classica al jazz e alla musica contemporanea. La sua capacità di adattarsi a diversi stili musicali ha contribuito a rendere la tromba uno strumento protagonista in un panorama musicale più ampio.

I premi di Alison Balsom

Nel corso della sua carriera, ha collezionato numerosi premi, tra cui tre Grammy Awards e diversi Echo Klassik Awards. La sua discografia comprende registrazioni apprezzate dalla critica, che spaziano dai grandi capolavori classici alle collaborazioni più innovative.

I concerti del 2024 di Alison Balsom

Per coloro che amano l’arte musicale di Alison Balsom, il 2024 offre diverse opportunità per godere delle sue straordinarie esibizioni dal vivo. Alcuni dei concerti previsti includono:

Concerto alla Barbican Hall, Londra: Un evento straordinario in uno degli auditorium più prestigiosi al mondo, dove il talento di Alison Balsom risplenderà nella magnificenza di questa iconica sala da concerto. Qui i dettagli.

Assicuratevi di consultare il sito ufficiale di Alison Balsom e i canali social per ulteriori dettagli e per rimanere aggiornati sulle sue prossime esibizioni. Un’esperienza unica attende coloro che si immergono nel magico mondo musicale di questa straordinaria trombettista inglese.

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Cammelli e sfericità della Terra

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Cammelli e sfericità della Terra

Viaggiare significa esplorare, scoprire e, talvolta, stupirsi di come antiche civiltà siano riuscite a raggiungere vette di conoscenza che ancora oggi ci lasciano senza parole. Un esempio straordinario è Eratostene di Cirene, matematico, geografo ed astronomo del III secolo a.C., che con un esperimento sorprendentemente semplice, ma estremamente ingegnoso, riuscì a calcolare le dimensioni della Terra con una precisione sbalorditiva. La sua storia ci porta in un viaggio dal profondo di un pozzo di Syene, nell’attuale Assuan, fino alla storica città di Alessandria d’Egitto, offrendoci una lezione su come la curiosità e l’intelligenza umana possano letteralmente misurare il mondo.

Eratostene era il direttore della grande Biblioteca di Alessandria, un luogo che all’epoca era il fulcro della conoscenza e della cultura, ospitando milioni di manoscritti e attrattiva per studiosi di tutto il mondo antico. Alessandria d’Egitto, con i suoi maestosi faro, una delle sette meraviglie del mondo antico, e la grandiosa biblioteca, rappresentava il punto di incontro tra cultura, scienza e innovazione. Questa città, seconda per popolazione dell’Egitto moderno, costituisce ancora una destinazione affascinante, un ponte tra il passato glorioso e il presente vivace, dove l’eco delle scoperte antiche si fonde con il trambusto di una metropoli moderna.

Il metodo di Eratostene si basava su una semplice osservazione fatta a Syene, oggi Assuan, una città situata quasi direttamente sotto il Tropico del Cancro. Eratostene venne a sapere che a mezzogiorno del solstizio d’estate, il Sole illuminava il fondo di un pozzo profondo, il che significava che un bastone piantato verticale in terra non proiettasse alcuna ombra. Questo fenomeno suggeriva che il Sole si trovasse esattamente allo zenit in quel particolare giorno dell’anno. A Alessandria, invece, lo stesso giorno dell’anno, un bastone piantato verticalmente proiettava un’ombra, indicando che la città si trovava in una posizione angolare rispetto al Sole a differenza di Syrene.

Utilizzando queste osservazioni, Eratostene calcolò l’angolo di inclinazione del Sole ad Alessandria, trovandolo essere circa 1/50 di una circonferenza totale, o 7°12′. Con la distanza stimata tra Alessandria e Syene di circa 5.000 stadia (800 km), dedusse che la circonferenza totale della Terra dovesse essere di 250.000 stadia, circa 40.000 km, un valore incredibilmente vicino alle stime moderne. Il valore calcolato con i metodi moderni è infatti di 40.075 km.

La domanda che ci si può porre è di come fosse stata calcolata la distanza tra Alessandria e Syene. La distanza era calcolata in base alle ore di cammino medie delle carovane di cammelli. Muovendosi questi con una andatura particolarmente regolare si riuscivano a stimare con una precisione piuttosto alta le grandi distanze tra le città.

Questo esperimento non solo confermava la sfericità della Terra, già suggerita dalle osservazioni delle eclissi lunari e dalle teorie di Aristotele, ma offriva anche un metodo per misurarne la grandezza con sorprendente accuratezza. Eratostene dimostrò che con semplici strumenti e osservazioni astute, era possibile scoprire verità fondamentali sul nostro pianeta.

L’avventura di Eratostene sottolinea l’importanza della curiosità e dell’ingegnosità, qualità che definiscono il viaggiatore moderno. Che siate a caccia di esperienze di viaggio arricchenti o di scoperte culturali profonde, ricordate che il mondo è un libro di misteri risolvibili, e ogni viaggio, che sia per affari o per piacere, offre l’opportunità di aggiungere un nuovo capitolo alla vostra personale esplorazione.

Oggi, visitando Alessandria o navigando lungo il Nilo verso Assuan, non possiamo fare a meno di riflettere su come le nostre esplorazioni si collegano a quelle dei grandi menti del passato. Le loro scoperte non solo hanno modellato la comprensione del mondo, ma continuano a ispirare viaggiatori, scienziati e sognatori. La storia di Eratostene ci ricorda che, armati di curiosità e spirito d’indagine, possiamo continuare a svelare i segreti del nostro mondo.

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Arte & Cultura

Le 10 migliori città culturali del mondo svelate da Trip Advisor

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Audley Travel rivela le dieci città con il maggior numero di musei e gallerie valutati cinque stelle in tutto il mondo, secondo i dati di TripAdvisor.

Gli esperti di Audley Travel hanno svelato quali città vantano il maggior numero di musei e gallerie con valutazioni a cinque stelle. Seguendo un’analisi dei dati di TripAdvisor, la compagnia di viaggi può ora rivelare che Londra, Praga, Parigi, Istanbul e New York City occupano rispettivamente i primi posti nella lista delle città della cultura.

Gli specialisti di Audley hanno condiviso le loro opinioni sul perché queste destinazioni rendono più felici di tutti gli appassionati di cultura.

Londra si classifica al primo posto

Non sorprende che Londra, cosmopolita e ricca di storia, si classifichi alta in questa lista. Ci sono oltre 170 musei e gallerie nella città — abbastanza per visitarne uno nuovo ogni settimana per più di tre anni — e 97 di essi hanno valutazioni a cinque stelle su TripAdvisor. Allora, cos’è che rende Londra superiore rispetto agli altri colossi culturali nel mondo?

“I musei e le gallerie di Londra danno il massimo,” spiega Jacqui Kaliouby, specialista del Regno Unito presso Audley Travel. “Non sono solo enormi spazi dove gli artefatti raccolgono polvere — sono in costante cambiamento con nuove mostre, nuovi discorsi, esperienze interattive innovative… quello che vuoi.”

Aiuta anche il fatto che molti dei musei più grandi e rinomati della città siano gratuiti e facilmente accessibili. “Prendi il British Museum,” dice Jacqui. “Puoi scendere da un treno alla stazione di Kings Cross e entro 25 minuti passeggiare tra reliquie e rovine dall’antichità agli Antipodi.”

La lunga storia di Londra e la sua popolazione multiculturale hanno plasmato una scena culturale unica. Da un lato, è la casa di enormi istituzioni adatte alle famiglie che ospitano i più rari tra i rari: la Pietra di Rosetta, i Girasoli di Van Gogh, il Marilyn Diptych di Warhol, per citarne alcuni.

Altre città nella lista

Subito dopo nella lista c’è la città dalle mille guglie, Praga. Dove Londra brilla per il suo mosaico di musei multiculturali, Praga incanta con la sua attenzione ai dettagli — in particolare, quando si tratta della propria storia. Il Museo del Comunismo e il Museo Ebraico sono solo due esempi di istituzioni di dimensioni più ridotte e curate sparse per la città.

La vivace Ville Lumière, Parigi, è terza nella lista. “Parigi è molto più della Gioconda,” afferma la specialista della Francia, Lisa Finnegan. “I viaggiatori accorrono qui per la sua devozione senza pari alla moda, all’arte, al patrimonio, al cibo… Musei come il Musée d’Orsay mostrano tutto questo e altro ancora — in edifici vasti e palaziali sulle rive della Senna.”

A completare i primi cinque ci sono Istanbul — dove i viaggiatori possono esplorare collezioni dedicate all’arte bizantina e all’Impero Ottomano — così come la Grande Mela stessa, New York City. Con il dito sul polso del presente, così come del passato, New York offre un mix versatile: dalle opere d’arte moderna stravaganti al Metropolitan Museum of American Art alle toccanti storie di sopravvivenza al Ellis Island National Immigration Museum.

Le Top 10

Regno Unito – Londra

Repubblica Ceca – Praga

Francia – Parigi

Turchia – Istanbul

Stati Uniti – New York City

Corea del Sud – Seoul

Italia – Roma

Canada – Toronto

Giappone – Tokyo

Germania – Berlino

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Alla scoperta dell’epica spedizione artica delle navi inglesi Erebus e Terror

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Musin, Francois Etienne, 1820-1888; HMS 'Erebus' in the Ice, 1846

Nel vasto scenario dell’esplorazione marittima, poche imprese narrano di avventura, coraggio e tragedia come la spedizione artica delle navi inglesi Erebus e Terror. Questa epica ricerca del Passaggio a Nord-Ovest, un’ardua rotta attraverso le gelide acque artiche per raggiungere l’Oceano Pacifico, è rimasta intrappolata nella morsa implacabile dei ghiacci, lasciando dietro di sé una storia avvincente e misteriosa.

Nel corso del XIX secolo, l’interesse per la navigazione artica era alle stelle, spinto dalla fervida ricerca di rotte commerciali più veloci verso l’Asia e l’America del Nord. Nel 1845, l’Ammiragliato britannico mise in moto una delle più ambiziose spedizioni mai intraprese: due navi, l’Erebus e la Terror, comandate rispettivamente dai capitani Sir John Franklin e Francis Crozier, furono inviate alla conquista del Passaggio a Nord-Ovest.

Tuttavia, la gloria si trasformò presto in tragedia quando le due navi scomparvero misteriosamente nel nulla, inghiottite dai ghiacci implacabili dell’Artico. Per decenni, il destino della spedizione rimase avvolto nel mistero, alimentando leggende e speculazioni.

È solo di recente, nel 2014 e nel 2016, che i resti delle due navi sono stati finalmente ritrovati, gettando nuova luce su uno dei capitoli più oscuri dell’esplorazione marittima. I relitti sono stati scoperti in acque poco profonde al largo delle coste settentrionali del Canada, confermando le tragiche sorti delle due navi e dei loro equipaggi.

Questo incredibile ritrovamento ha aperto una finestra sul passato, consentendo agli storici e agli archeologi di studiare da vicino i resti delle navi e di gettare nuova luce sulle circostanze che portarono al loro naufragio. Attraverso documenti, reperti e analisi forensi, si sta cercando di ricostruire gli ultimi giorni della spedizione e di risolvere i misteri che hanno circondato la sua scomparsa per oltre un secolo e mezzo.

La spedizione delle navi Erebus e Terror rimane un simbolo di coraggio, determinazione e sacrificio, e il loro ritrovamento rappresenta un importante passo avanti nella comprensione della storia dell’esplorazione artica. Mentre l’Artico continua a essere un territorio ostile e misterioso, la memoria di coloro che hanno sfidato le sue gelide acque rimane viva, testimoniata dai relitti silenziosi che giacciono sul fondo del mare, serbando i segreti di un’epoca ormai perduta.
Alla scoperta dell’epica spedizione artica delle navi inglesi Erebus e Terror: ispirazione per una serie televisiva avvincente

La storia della spedizione artica delle navi Erebus e Terror ha catturato l’immaginazione di milioni di persone in tutto il mondo, ispirando non solo scrittori, storici e ricercatori, ma anche registi e produttori televisivi. Nel 2018, questa affascinante saga è stata portata sullo schermo con la serie televisiva “The Terror”, basata sul romanzo omonimo di Dan Simmons.

La serie, prodotta da Ridley Scott, ha portato lo spettatore nel cuore dell’orrore e della disperazione vissuti dagli equipaggi delle due navi intrappolate nei ghiacci implacabili dell’Artico. Con una miscela di realismo storico e elementi soprannaturali, “The Terror” ha offerto una visione avvincente e cupa della spedizione, esplorando non solo i pericoli fisici dell’ambiente ostile, ma anche i conflitti interni ed esterni che hanno tormentato i membri dell’equipaggio.

La serie ha ricevuto ampi consensi dalla critica e dal pubblico per la sua narrazione avvincente, le interpretazioni coinvolgenti degli attori e la ricreazione accurata dell’atmosfera claustrofobica e inquietante delle navi bloccate nel ghiaccio. Attraverso una combinazione di dramma, suspense e momenti di puro terrore, “The Terror” ha trasportato gli spettatori in un viaggio attraverso il gelido inferno dell’Artico, offrendo uno sguardo intenso e coinvolgente sulla tragedia che ha segnato la spedizione delle navi Erebus e Terror.

Mentre la serie televisiva ha aggiunto un elemento di drammaticità e tensione alla storia già avvincente della spedizione artica, ha anche contribuito a mantenere viva l’interesse per questo importante capitolo della storia dell’esplorazione marittima. Grazie a opere come “The Terror”, il ricordo della spedizione delle navi Erebus e Terror continua a suscitare fascino e ammirazione, testimoniando la resistenza e il coraggio di coloro che si sono avventurati nell’ignoto dei ghiacci artici.

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Immagine: Wikipedia

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Il Moonsplash Music Festival 2024 di Bankie Banx ritorna nell’iconica Dune Preserve di Anguilla

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Banx Moonsplash

Il festival musicale più artisticamente eclettico dei Caraibi, il Moonsplash Music Festival di Bankie Banx, annuncia con orgoglio la sua 34a edizione annuale dal 21 al 24 marzo 2024, presso la leggendaria Dune Preserve.

Moonsplash è molto più di un semplice concerto, è un’esperienza coinvolgente e il festival di musica indipendente più longevo dei Caraibi. Le giornate baciate dal sole si fondono in notti illuminate dalla luna piene dell’energia pulsante del reggae, del ritmo contagioso dei ritmi isolani e delle elettrizzanti esibizioni di star internazionali. La line-up di quest’anno promette di essere uno spettacolo che rivoluziona il genere, con:

22 marzo: Reggae Night dà il benvenuto Protoje, nominato ai Grammy, che affascina il pubblico con la sua miscela di testi impegnati e ritmi contagiosi.

23 marzo: Legends Night fa un passo indietro nel tempo con The Legendary Wailers, incanalando lo spirito senza tempo di Bob Marley e immergendo tutti nelle radici del reggae.

24 marzo: il Festival di domenica inizia con un toccante concerto tributo a Jimmy Buffett che farà cantare tutti insieme e culmina con emozionanti esibizioni di Mighty Mystic e The Moonsplash Allstars.

Oltre alle sue esibizioni musicali, Moonsplash ha sostenuto attivamente le arti locali, le regate e le iniziative educative. Il festival funge da piattaforma per aspiranti artisti e creativi sull’isola, offrendo opportunità di interagire con professionisti del settore. L’impatto economico di Moonsplash si estende oltre l’area del festival, avvantaggiando i venditori di varie attività ad Anguilla.

“Moonsplash è molto più che semplice musica”, afferma la presentatrice di lunga data Oluwakemi Linda Banks. “Si tratta di entrare in contatto con le persone, assorbire la bellezza di Anguilla e lasciare che i ritmi dell’isola ti travolgano e creino ricordi per tutta la vita.”

I biglietti per questa esperienza indimenticabile sono ora in vendita su www.moonsplash.ai.
Per richieste stampa e opportunità di sponsorizzazione, contattare: moonsplashfestival@gmail.com

Biglietti e informazioni: www.moonsplashfestival.ai

INFORMAZIONI SUL FESTIVAL MUSICALE MOONSPLASH DI BANKIE BANX


Fondato nel 1991 dalla leggenda del reggae Bankie Banx e dal suo amico lo sceriffo Bob Saidenberg, Moonsplash è il festival di musica indipendente più longevo dei Caraibi. Rinomato per la sua formazione

Microsoft Word – 240212 Moonsplash ad Anguilla.docx

diversificata e l’atmosfera intima, Moonsplash ha accolto star globali tra cui Jimmy Buffett, Toots & The Maytals, Buju Banton, Tarrus Riley, Gregory Isaacs, Chronixx, Romain Virgo, Third World, promuovendo allo stesso tempo una piattaforma per i talenti locali. Più che un semplice festival, Moonsplash è un vibrante arazzo di musica, cultura e comunità, pulsante dello spirito di Anguilla.

Microsoft Word – 240212 Moonsplash ad Anguilla.docx

A proposito di Anguilla

Nascosta nel nord dei Caraibi, Anguilla è una bellezza timida dal sorriso caloroso. Una striscia sottile di corallo e calcare circondata dal verde, l’isola ha 33 spiagge, considerate da viaggiatori esperti e top travel, per essere le più belle del mondo. Una fantastica scena culinaria, un’ampia varietà di resort a prezzi variabili, una miriade di attrazioni e un entusiasmante calendario di festival fanno di Anguilla una destinazione seducente e affascinante. Anguilla si trova appena fuori dai sentieri battuti, quindi ha mantenuto un carattere e un fascino affascinante. Eppure può essere comodamente raggiungibile da due accessi principali: Miami, Puerto Rico e St. Martin, e in aereo privato.

Romanticismo? Eleganza a piedi nudi? Fascino senza pretese? Beatitudine senza limiti? Anguilla va oltre lo straordinario.

Per maggiori informazioni e prenotazioni: ufficio del turismo di Anguilla, tel. 02 8953 4108 e-mail anguilla@depaoliassociati.com, – www.anguillacaraibi.com

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Arte & Cultura

Legion Life in the Roman army: Un’Esplorazione dell’Esistenza nell’Esercito Romano al British Museum di Londra

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Legion- Life in the Roman Army

Il 1° febbraio il British Museum di Londra ha aperto le sue porte fino al 23 giugno 2024 con una mostra unica nel suo genere, “Legion life in the Roman army”, invitando i visitatori a immergersi nell’imponente macchina da guerra di Roma attraverso gli occhi di coloro che la conoscevano meglio: i soldati.

Questa esposizione offre una visione intima e vasta dell’impero romano, che si estendeva per oltre un milione di miglia quadrate e deveva la sua esistenza alla potenza militare. Attraverso la promessa della cittadinanza a coloro che ne erano privi, l’esercito romano divenne non solo la prima forza combattente moderna e professionale dell’Occidente ma anche un motore di creazione di cittadini, offrendo una vita migliore ai soldati che sopravvivevano al servizio.

La mostra narra la vita e il servizio di un vero soldato romano, Claudius Terentianus, dall’arruolamento e le campagne militari all’applicazione dell’occupazione e, infine, alla pensione. Tra gli oggetti esposti ci sono lettere scritte su papiri dai soldati dell’Egitto romano e le tavolette di Vindolanda – alcuni dei documenti scritti a mano più antichi sopravvissuti in Gran Bretagna. Questi frammenti, provenienti dal forte vicino al Vallo di Adriano, rivelano in prima persona come era la vita quotidiana per i soldati e per le donne, i bambini e le persone schiavizzate che li accompagnavano.

La storia militare romana potrebbe risalire fino al VI secolo a.C., ma fu solo con il primo imperatore, Augusto (63 a.C. – 14 d.C.), che diventare soldato divenne una scelta di carriera. Sebbene i premi della vita militare fossero allettanti – coloro nelle legioni potevano guadagnare una pensione sostanziosa e coloro che entravano nelle truppe ausiliarie potevano ottenere la cittadinanza per sé e le loro famiglie – i pericoli erano reali. I soldati erano visti con paura e ostilità dai civili, non aiutati dai loro abusi casuali e dai ruoli aggiuntivi come carnefici e impositori dell’occupazione, e potevano incontrare fini atroci, sia sul campo di battaglia che fuori.

Questa mostra affronta queste complesse dinamiche, esplorando la vita nelle comunità militari stabilite, dalla Scozia al Mar Rosso, attraverso le persone che l’hanno vissuta. Inoltre, mette in luce come la brutalità del campo di battaglia si intrecciasse con la vita familiare all’interno del forte, offrendo una panoramica completa dell’esistenza legata all’esercito romano.

Si avvisa che l’esposizione contiene resti umani. Il British Museum si impegna a curare i resti umani con cura, rispetto e dignità, rispettando la sensibilità dei visitatori e offrendo un contesto storico ed educativo per una comprensione più profonda del passato.

“Legion life in the Roman army” promette di essere una mostra imperdibile per chiunque sia affascinato dalla storia romana, dalla vita militare, o semplicemente desideroso di scoprire il quotidiano di un’epoca così distante eppure fondamentale per la comprensione del nostro presente.

Qui tutte le info relative alla mostra.

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Photo: British Museum

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