Taglia il traguardo del secolo di vita uno dei più antichi e prestigiosi Circoli italiani e vara un intenso programma di eventi speciali, tra cui la “Legend’s Exhibition” con Luke Donald, José Maria Olazabal e i fratelli Edoardo e Francesco Molinari

C’è un posto magico, ammirato, rispettato e insieme temuto da tutti i golfisti italiani (e non solo): è il Circolo Golf Villa d’Este, un gioiello inciso un secolo fa sui pendii affacciati sul Lago di Montorfano da un architetto geniale e un po’ spietato. Giocarlo è sempre un’esperienza speciale; domarlo è un’emozione; inchinarsi alla sua esigente qualità è un dovere, quando le sfide che propone dissolvono i sogni di gloria cullati sul tee della 1.
Questo bellissimo Circolo compie 100 anni, e, legittimamente, ha deciso di festeggiare e anche di raccontarsi. Le sue sono storie che parlano di eccellenza, di unicità, di glamour ed eleganza, ma anche di agonismo al più alto livello, e di lungimiranza.
«100 anni non sono solo un anniversario, sono una responsabilità», ha detto nella presentazione del programma di celebrazioni il presidente Antonio Munafò. «Celebrare il Centenario non significa soltanto guardare al passato con orgoglio. Significa soprattutto riconoscere il valore di una storia costruita da generazioni di soci, presidenti, dirigenti, sportivi e lavoratori, che hanno reso questo circolo uno dei luoghi più iconici del golf italiano. Il payoff che abbiamo scelto per questo anno speciale – Heritage Made Contemporary – esprime perfettamente lo spirito con cui vogliamo viverlo: custodire la tradizione, ma continuare a renderla viva nel presente e nel futuro».

Golf e Hotel ritornano insieme
Le diciotto buche di Villa d’Este tornano alle origini. Ovvero quando, negli anni Venti, il Lago di Como affascinava aristocratici, attori, sportivi e intellettuali, con molti ospiti anglosassoni che durante la villeggiatura avrebbero volentieri giocato a golf. Ma il golf non c’era. Con una visione fuori dal comune, ne fu promotore il Grand Hotel Villa d’Este, intuendone il grande potenziale per incentivare un turismo di qualità.
Mise dunque mano al progetto, individuando nei terreni vicino al Lago di Montorfano il posto ideale per realizzare tracciato e club house di sapore britannico e di grande fascino. Iniziò così una bellissima storia di golf e glamour. Separati più tardi nel corso del secolo, proprio in occasione del Centenario il Golf e l’Hotel tornano a camminare insieme, rilanciando la loro proposta nel segno dell’unicità che li contraddistingue entrambi. «Il Circolo di golf rappresenta un importante tassello che torna a far parte del Gruppo Villa d’Este dopo molti anni, ne siamo profondamente orgogliosi, è un’eccellenza del nostro territorio e un patrimonio di cui ci sentiamo custodi», sottolinea Giuseppe Fontana, presidente del consiglio d’amministrazione di Villa d’Este SpA. «Con il suo rientro nella sfera proprietaria di Villa d’Este, il golf vive oggi una nuova stagione di splendore: un patrimonio da valorizzare e rilanciare, con una particolare attenzione alle nuove generazioni che desiderano avvicinarsi a questo sport e al suo lifestyle».

Gannon, l’architetto-giocatore ed ex sacerdote
A creare le diciotto, affascinanti buche di Villa d’Este fu James Peter Gannon, campione e architetto inglese (ma nato nel 1874 a Buenos Aires da genitori irlandesi), personaggio singolare quanto geniale. Ottimo giocatore, ma votatosi alla vita religiosa, era stato ordinato sacerdote cattolico a Londra nel 1901. Ma il richiamo del golf prevalse sulla vocazione: abbandonata la tonaca, si dedicò (e con successo) alle competizioni e alla progettazione in varie parti d’Europa. Capace come pochi altri di creare campi che sembrano da iscriversi nella natura, Gannon aveva già realizzato le prime quattro buche del Club Alpino di Stresa (sede della prima edizione dell’Open d’Italia nel 1925), quando la proposta di Villa d’Este lo convinse a consegnare ad altri quel progetto.
Qui si gioca sui dolci pendii di Montorfano, dove i fairway vallonati sono come “sorvegliati” da un fitto bosco di pini, castagni e betulle che entrano prepotentemente in gioco imponendo strategia e colpi ben piazzati, che rendono difficili i recuperi ma unica e imponente la scena.
A Villa d’Este occorre qualche colpo di potenza, ma decisive sono tecnica, precisione e fantasia, che nessun miglioramento della tecnologia può surrogare. Un gioiello d’impronta britannica destinato a fare scuola, superare le mode, battere la tecnologia.

Tradizione agonistica ad altissimo livello
Erano internazionali le frequentazioni del Grand Hotel Villa d’Este, lo divennero anche quelle del golf: si potevano incontrare il Duca di Windsor o Re Leopoldo del Belgio, Bing Crosby e Gregory Peck. E internazionale fu da subito la vocazione delle diciotto buche. Così sfidanti da alzare l’asticella al massimo livello professionistico e amatoriale. Solo due anni dopo l’apertura arrivarono i migliori giocatori professionisti dell’epoca per l’Open d’Italia (1928), la prima di 12 edizioni. E più tardi l’invito fu per i migliori amateur continentali, chiamati a giocare gli Internazionali d’Italia (57 le edizioni maschili e 42 quelle femminili).
La sfida si era posizionata ad altissimo livello e in questo clima agonistico nacque anche la Targa d’Oro, gara nazionale che conta il numero record di 80 edizioni. Perciò nel ricco menu del Centenario, sarà celebrata l’impareggiabile storia agonistica del Club, con il ritorno degli Internazionali d’Italia (23-26 aprile) e con la Targa d’Oro (23-25 maggio), la gara nazionale più longeva d’Italia.

La Pro Am del Centenario (8 giugno) metterà in campo professionisti e dilettanti insieme con una formula molto apprezzata. Ma il momento più alto in termini di golf ai massimi livelli sarà la Legends’ Exhibition (29 giugno), con in campo quattro straordinari campioni, iscritti nella storia della Ryder Cup moderna: Luke Donald, il capitano vincitore da una parte e dall’altra dell’Oceano, con i suoi vice capitani José Maria Olazabal, Edoardo e Francesco Molinari. Sarà un match tra di loro, ma saranno in campo anche altri giocatori del tour europeo. Non mancherà un richiamo al passato quando (13-14 maggio) The Hickory Masters proporrà un salto indietro nel tempo, un ritorno alle origini del golf con dress code d’altri tempi e bastoni d’epoca in sacca. Non ultima, la grande Festa del Centenario (20-21 giugno) riservata ai soci e a tutti coloro che al Circolo appartengono e che raccolgono il testimone del rilancio verso il futuro; due giorni intensi tra gioco, musica e convivialità.
Sul lago, eleganza senza tempo

Storico albergo 5 stelle lusso situato a Cernobbio, sul Lago di Como, Villa d’Este rappresenta da sempre un punto di riferimento internazionale nell’hôtellerie più prestigiosa. Costruita nel 1568 e considerata uno dei più raffinati esempi di architettura del XVI secolo, trasformata in un hotel di lusso nel 1873 e immersa in un parco di 12 ettari con alberi secolari, statue storiche e fiori variopinti, Villa d’Este incarna un’eleganza senza tempo da oltre 150 anni.
Sono 151 le camere e suite suddivise tra l’Edificio del Cardinale e il Padiglione della Regina, 4 le ville private all’interno della proprietà. Di recente è stata acquisita Villa Belinzaghi, oggetto di un completo restauro.
L’offerta culinaria, guidata dall’Executive Chef Andrea Guerini, spazia dall’elegante Veranda vista lago (per una cucina classica contemporanea, influenza italiana ma respiro internazionale) al Grill (protagonisti carni alla griglia e i grandi classici di pesce); il Ristorante Platano fonde sapori mediterranei e giapponesi; la cantina di Villa d’Este è nota per la varietà e qualità delle etichette selezionate e per il valore del suo patrimonio enologico; al Bar Canova protagonisti sono i cocktail; per un light lunch estivo, invece, il Sundeck è a bordo piscina (galleggiante sul lago). Beauty Center e Sporting Club completano la proposta wellness e sport.

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